Il mare di Bari potrebbe assumere oggi una colorazione insolita, con sfumature verde fluorescente che richiameranno paesaggi quasi fantascientifici. Il fenomeno sarà temporaneo e legato a una serie di verifiche tecniche programmate da Acquedotto Pugliese sulla condotta sottomarina dell’impianto di depurazione Bari Est, utilizzata per convogliare le acque trattate al largo del lungomare Di Cagno Abbrescia, nella zona compresa tra Bari e San Giorgio.
Le attività riguarderanno il collaudo funzionale delle tubazioni, recentemente prolungate per migliorare il sistema di scarico delle acque depurate. Durante le operazioni, lo specchio d’acqua interessato potrebbe presentare una vistosa colorazione verde fluorescente per alcune ore. La visibilità del fenomeno dipenderà anche dalle condizioni del mare e dalle correnti, che potrebbero trasportare il colore fino alle aree più vicine alla costa.
Per effettuare i controlli, i tecnici utilizzeranno la fluoresceina sodica, una sostanza conosciuta anche con il nome di uranina. Si tratta di un colorante impiegato abitualmente come tracciante in diversi ambiti scientifici e tecnici, che verrà introdotto direttamente nelle acque depurate all’interno dell’impianto. L’operazione sarà effettuata con l’autorizzazione di Arpa Puglia.
La funzione della sostanza sarà quella di rendere riconoscibile il percorso dell’acqua dopo il rilascio in mare, consentendo di verificare il corretto funzionamento della condotta e, soprattutto, la sua tenuta. Attraverso il monitoraggio della fluorescenza, sarà possibile accertare che lo scarico avvenga esclusivamente nel punto stabilito dal progetto, senza dispersioni lungo il tratto sottomarino.
Il punto di rilascio delle acque depurate si trova a 2.250 metri dalla costa, a una profondità di 32 metri. La verifica rappresenta quindi un passaggio importante per controllare l’efficienza dell’infrastruttura e il corretto funzionamento del sistema di allontanamento degli scarichi.
La fluoresceina sodica non è una sostanza utilizzata esclusivamente per questo tipo di interventi. Il suo impiego è diffuso nell’idrogeologia, nello studio delle reti fognarie e nelle attività speleologiche, dove permette di seguire il movimento dei flussi d’acqua e individuare eventuali collegamenti tra differenti punti di un sistema. Trova applicazione anche in medicina, dove viene utilizzata come supporto per alcune procedure diagnostiche.
Per quanto riguarda la sicurezza, l’uranina non è classificata come sostanza pericolosa secondo il regolamento europeo relativo alla classificazione delle sostanze chimiche. La sua caratteristica principale è l’elevata capacità di rendere visibile l’acqua anche quando è presente in concentrazioni molto ridotte. La colorazione, tuttavia, non è permanente: tende progressivamente a diminuire con la diluizione nell’acqua marina e per effetto dell’esposizione alla luce solare, che contribuisce alla degradazione della sostanza.
L’intervento di Bari Est serve per un ammodernamento delle infrastrutture dedicate alla depurazione cittadina. Negli ultimi mesi, infatti, Acquedotto Pugliese ha completato il prolungamento di entrambe le condotte sottomarine collegate ai depuratori che servono il capoluogo pugliese, attraverso un investimento complessivo di 14 milioni di euro.
L’allontanamento dei punti di scarico rappresenta un elemento rilevante anche per la gestione delle attività lungo il litorale. Indipendentemente dal livello di trattamento delle acque, infatti, la balneazione e la pesca sono vietate entro un raggio di 500 metri dal punto di rilascio. Spostare più al largo queste infrastrutture consente quindi di ampliare la porzione di costa potenzialmente disponibile per le attività ricreative e per la fruizione pubblica del mare.
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