Un presunto sistema organizzato per abbandonare, incendiare e smaltire illegalmente rifiuti è al centro dell’operazione “Ignis et Ferrum”, condotta dalla Guardia costiera a Molfetta su disposizione della Procura di Trani.
L’indagine ha portato al sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di un’area utilizzata come deposito e di 29 veicoli. Complessivamente sono 29 le persone indagate, insieme a una società.
L’operazione è scattata alle prime ore del mattino con un imponente dispiegamento di uomini e mezzi: circa 100 militari della Guardia costiera, 30 autovetture e un elicottero.
L’inchiesta partita nel febbraio 2026
Gli accertamenti sono iniziati nel febbraio 2026, dopo alcuni controlli effettuati dalla Capitaneria di porto di Molfetta. Le verifiche avrebbero fatto emergere l’esistenza di un presunto circuito organizzato per la gestione illecita di rifiuti, con particolare riferimento a mobili ed elettrodomestici.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i materiali sarebbero stati scaricati in diverse aree del territorio comunale.
I rifiuti venivano poi incendiati
Uno degli aspetti principali dell’indagine riguarda il presunto utilizzo sistematico degli incendi per liberare le aree già interessate dagli abbandoni. Secondo l’ipotesi accusatoria, mobili, elettrodomestici e altri rifiuti venivano dati alle fiamme in maniera incontrollata.
Una volta liberati gli spazi dai materiali bruciati, gli stessi luoghi sarebbero stati nuovamente utilizzati per altri scarichi. La pratica avrebbe quindi consentito, secondo gli investigatori, di mantenere attivo nel tempo il sistema di abbandono.
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