Trovare un’abitazione a prezzi accessibili a Bari è diventato progressivamente più difficile. Nell’arco di un decennio, il capoluogo pugliese ha registrato un forte incremento dei costi degli immobili, con aumenti particolarmente consistenti nel mercato degli affitti. Una situazione che interessa diverse categorie di cittadini, dagli studenti universitari ai giovani lavoratori, fino alle famiglie alla ricerca di una sistemazione stabile.
A delineare l’evoluzione del settore è uno studio realizzato da Immobiliare.it Insights, società specializzata nell’analisi del mercato immobiliare appartenente al gruppo Immobiliare.it e guidata da Luke Brucato. La ricerca prende in esame il periodo compreso tra il 2016 e il 2026, confrontando l’andamento dei prezzi di vendita e dei canoni di locazione di monolocali, bilocali e trilocali nelle principali città italiane.
I risultati collocano Bari tra i centri urbani che hanno sperimentato le variazioni più significative, soprattutto per quanto riguarda le abitazioni in affitto. In alcune categorie immobiliari, gli incrementi registrati nel capoluogo pugliese superano quelli di città come Torino, Bergamo e Trieste.
Acquistare casa a Bari: quanto sono aumentati i prezzi dal 2016
Il mercato delle compravendite mostra una crescita meno accentuata rispetto a quello delle locazioni, ma evidenzia comunque una rivalutazione degli immobili nell’ultimo decennio.
A registrare l’aumento percentuale più consistente sono stati i monolocali, il cui prezzo medio è cresciuto del 29%, raggiungendo 2.314 euro al metro quadrato. Un risultato sensibilmente superiore alla variazione media nazionale, pari al 15% per questa tipologia abitativa.
I bilocali rappresentano invece la categoria con il valore medio di acquisto più elevato tra quelle esaminate. Per comprare un appartamento di due vani a Bari occorrono mediamente 2.380 euro al metro quadrato, una cifra che riflette un incremento del 24% rispetto al 2016. Anche in questo caso, la crescita supera quella italiana, attestata al 21%.
Più contenuto, invece, l’andamento dei trilocali. Il prezzo medio di vendita ha raggiunto 2.337 euro al metro quadrato, con un rialzo del 13% nell’arco dei dieci anni. Una variazione identica a quella osservata su scala nazionale per gli immobili della stessa categoria.
Nel complesso, i dati descrivono un mercato delle compravendite in espansione, caratterizzato da incrementi più marcati per gli appartamenti di dimensioni ridotte.
Affitti a Bari, i bilocali registrano il maggiore aumento in Italia
È soprattutto nel settore delle locazioni che Bari emerge nel confronto con gli altri grandi centri italiani.
Secondo l’indagine, i canoni dei bilocali sono aumentati del 56% tra il 2016 e il 2026, raggiungendo un valore medio di 14,4 euro al metro quadrato.
Questa variazione colloca il capoluogo pugliese al primo posto nazionale per crescita percentuale degli affitti degli appartamenti di due vani.
Il dato supera quello registrato a Padova, dove l’incremento è stato del 55%, e quello di Bergamo, Brescia, Torino e Trieste, città accomunate da una crescita del 52%.
Il primato barese riguarda dunque non il costo assoluto più elevato, ma la velocità con cui i prezzi delle locazioni sono saliti nell’ultimo decennio.
Per comprendere l’incidenza economica di questi valori, un bilocale di 60 metri quadrati, calcolato sulla media indicata dallo studio, corrisponderebbe a un canone di circa 864 euro mensili. Si tratta di una stima puramente indicativa, poiché il prezzo effettivo dipende anche dalla zona, dalle condizioni dell’immobile e dalle sue caratteristiche.
Trilocali e monolocali, rincari superiori al 50%
L’aumento degli affitti non riguarda soltanto gli appartamenti di due vani.
Per i trilocali, Bari registra una crescita del 59% rispetto al 2016, conquistando la seconda posizione nazionale per incremento percentuale. Soltanto Brescia presenta una variazione maggiore, pari al 63%.
Il canone medio dei trilocali baresi si attesta a 11,5 euro al metro quadrato, un valore che rimane inferiore alla media italiana di 12,9 euro al metro quadrato, nonostante il forte aumento registrato nel periodo analizzato.
Anche i monolocali hanno subito un’importante rivalutazione. Nel 2026 il costo medio di locazione raggiunge 16,7 euro al metro quadrato, con un incremento del 55% in dieci anni.
Bari figura così tra le città con le maggiori variazioni per questa tipologia di abitazione, preceduta da Padova, dove gli affitti sono cresciuti del 59%, Brescia con il 58% e Venezia con il 56%.
Il quadro conferma una pressione diffusa sulle diverse categorie immobiliari, con aumenti che interessano sia gli alloggi di piccole dimensioni sia quelli destinati a nuclei familiari più numerosi.
Prezzi delle case in Italia, cresce il problema dell’accessibilità abitativa
La situazione di Bari si inserisce in un fenomeno più ampio, che negli ultimi dieci anni ha coinvolto buona parte del territorio nazionale.
L’analisi di Immobiliare.it Insights evidenzia infatti una crescita generalizzata dei canoni di locazione nelle principali città italiane, accompagnata da un aumento dei prezzi di compravendita in quasi tutti i mercati esaminati.
Sul fronte delle vendite sono emerse alcune eccezioni, tra cui Catania, mentre gli affitti hanno mostrato rialzi a doppia cifra.
Il fenomeno interessa in modo particolare i grandi poli urbani, compresi Milano e Roma, dove la domanda abitativa si confronta con costi sempre più impegnativi.
Uno degli aspetti centrali riguarda il rapporto tra prezzi degli immobili e capacità economica delle famiglie. Quando i costi dell’abitazione crescono più rapidamente dei redditi, l’accesso alla casa diventa progressivamente più complesso, soprattutto per chi dispone di risorse limitate.
La questione coinvolge studenti fuori sede, lavoratori e famiglie, che devono destinare una parte significativa delle proprie entrate alle spese abitative.
In questo scenario, Bari assume un ruolo particolarmente rilevante per l’intensità degli aumenti registrati nel settore delle locazioni.
Bari tra le città con i rincari più consistenti degli affitti
Il confronto tra il 2016 e il 2026 mette in evidenza una differenza sostanziale tra l’andamento delle compravendite e quello delle locazioni.
Mentre i prezzi di acquisto sono cresciuti tra il 13% e il 29%, a seconda della tipologia immobiliare, gli affitti hanno registrato incrementi compresi tra il 55% e il 59%.
Una distanza significativa, che conferma come il mercato delle abitazioni in locazione abbia attraversato una fase di crescita particolarmente intensa.
Bari si distingue così nel panorama immobiliare italiano per il primo posto nella variazione dei canoni dei bilocali e per il secondo posto relativo ai trilocali.
I dati dello studio restituiscono l’immagine di una città in cui il costo dell’abitare è cambiato profondamente nell’arco di dieci anni, con conseguenze rilevanti sull’accessibilità economica delle abitazioni e sulle possibilità di scelta di chi cerca casa.
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