Tutto pronto per l’elezione del 267esimo Papa nella Cappella Sistina

Attesa per la prima fumata: si apre il conclave con 133 cardinali elettori e lo spettro delle sfide globali della Chiesa

In un clima di silenzio e riflessione, la Chiesa cattolica si appresta a eleggere il suo 267esimo Pontefice, con l’ingresso nella Cappella Sistina previsto nel pomeriggio di oggi. Sono 133 i cardinali elettori, provenienti da 66 Paesi e cinque continenti, che prenderanno parte al conclave che inizierà ufficialmente con la celebrazione della messa “Pro eligendo Romano Pontifice”, presieduta dal cardinale decano Giovanni Battista Re.

L’ultima congregazione generale, tenutasi lunedì, ha evidenziato i nodi principali da affrontare: la lotta agli abusi, la trasparenza economica e la continuità con l’impegno pacifista di Papa Francesco. In particolare, i cardinali hanno sottolineato l’importanza di proseguire sulla via del dialogo interreligioso e dell’attenzione ai cambiamenti climatici, due pilastri ormai strutturali della visione ecclesiale globale.

Tra i favoriti alla successione spiccano nomi italiani come Pietro Parolin e Pierbattista Pizzaballa, ma non mancano candidature da altre aree del mondo. Il cardinale di Marsiglia Jean-Marc Aveline è considerato vicino a Matteo Zuppi, figura di spicco dell’ala progressista e in linea con il pontificato bergogliano. Si fanno spazio anche il curiale statunitense Robert Francis Prevost, già prefetto del dicastero per i vescovi, il cardinale filippino Pablo Virgilio Siongco David, noto per le sue battaglie contro le ingiustizie, e il congolese Fridolin Ambongo, nome simbolico per chi sogna il primo Papa africano.

Il conclave si svolgerà secondo il rituale tradizionale. Dopo l’“extra omnes” alle 16.30 di oggi, i cardinali entreranno nella Cappella Sistina, dove, sotto gli affreschi michelangioleschi, si terrà il primo scrutinio, probabilmente solo esplorativo. L’alta soglia dei 89 voti richiesti per eleggere il Papa rende improbabile una fumata bianca già nella serata, quando alle 19 è attesa la prima fumata, che si presume sarà nera.

Da giovedì verranno effettuate quattro votazioni giornaliere, due al mattino e due al pomeriggio. Ogni sessione sarà preceduta da momenti di preghiera, con i cardinali isolati da ogni comunicazione esterna. I riti si apriranno con la processione dalla Cappella Paolina alla Sistina, tra le Litanie dei Santi e il canto del Veni Creator, invocazione allo Spirito Santo.

Lunedì scorso nell’Aula del Sinodo, come da protocollo, si è distrutto l’Anello del Pescatore e del Sigillo di piombo di Papa Francesco, alla presenza del camerlengo Kevin Farrell. Un gesto simbolico che segna la fine ufficiale del precedente pontificato e l’apertura della sede vacante.

Nel frattempo, la diplomazia informale ha già mosso i suoi passi: incontri in seminari, ristoranti e istituti religiosi hanno favorito il confronto tra porporati e l’emergere delle prime convergenze. L’auspicio condiviso, espresso a più voci, è quello di eleggere “un costruttore di ponti”, in continuità con il messaggio universale e pacifista lasciato da Francesco, anche per questo i cardinali hanno nuovamente fatto un appello per il cessate, chiedendo la fine immediata delle guerre in corso.

 

 

Redazione

Seguici su

Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

La pre-intesa raggiunta al tavolo Sepac prevede la Cassa integrazione straordinaria e apre un percorso...
Musica, sport, cultura e partecipazione nei quartieri di Santo Spirito, San Girolamo e San Giorgio-Torre...
Il bilancio della stagione estiva evidenzia gravi conseguenze per ambiente, agricoltura e allevamenti. L’Alta Murgia...

Altre notizie