Il settore agricolo pugliese torna a fare i conti con una nuova fase di forte pressione economica. L’aumento dei costi dei fertilizzanti e la crescente instabilità dei mercati internazionali stanno mettendo in difficoltà le aziende agricole, già alle prese con spese elevate per energia, carburanti, acqua e manodopera.
A richiamare l’attenzione sulla situazione è Coldiretti Puglia, che ha espresso preoccupazione dopo la decisione del Parlamento europeo di eliminare la clausola di salvaguardia prevista nel nuovo impianto del Cbam, il meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere. Secondo l’organizzazione agricola, la modifica priva le imprese di uno strumento considerato importante per affrontare eventuali emergenze di mercato.
La clausola rappresentava infatti una possibilità di sospendere temporaneamente alcune misure in presenza di condizioni eccezionali e improvvise. La sua cancellazione arriva in un periodo caratterizzato da forti tensioni sui mercati globali, con effetti diretti sui prezzi dell’energia e delle principali materie prime utilizzate in agricoltura.
Fertilizzanti, aumenti superiori al 50% per alcuni prodotti
Il nuovo scenario si inserisce in una fase già complessa per le aziende agricole pugliesi, che stanno registrando una crescita significativa dei costi dei mezzi tecnici necessari alla produzione. Secondo i dati diffusi da Coldiretti Puglia, alcuni fertilizzanti hanno subito incrementi molto rilevanti rispetto ai precedenti listini.
Tra i prodotti maggiormente interessati dai rincari c’è l’urea, il cui prezzo sarebbe passato da circa 45 a 70 euro al quintale, con un aumento vicino al 56%. Anche i concimi fosfatici e il fosfato bioammonico hanno registrato una crescita consistente, passando da valori intorno ai 70 euro a oltre 100 euro al quintale, pari a un incremento di circa il 43%.
Aumenti superiori al 30% vengono inoltre segnalati per materiali come rame e zolfo, con prospettive di ulteriori variazioni verso l’alto. Una situazione che rende più difficile per le imprese pianificare le attività agricole e programmare gli investimenti necessari.
Dalla produzione di grano all’olio, tutte le filiere coinvolte
La crescita dei costi non riguarda una singola coltura, ma interessa l’intero sistema agricolo regionale. Le maggiori spese per fertilizzanti e materiali produttivi incidono sulle principali produzioni pugliesi, dal grano duro all’ortofrutta, dall’uva da tavola fino all’olivicoltura.
Le aziende devono sostenere contemporaneamente anche altri aumenti legati alla gestione quotidiana delle attività: dai consumi energetici alle operazioni di irrigazione, dai carburanti ai trattamenti necessari per proteggere le colture.
Per molti agricoltori diventa quindi complesso prevedere i costi effettivi delle campagne. I materiali vengono spesso acquistati prima della vendita dei raccolti, lasciando le imprese esposte alle oscillazioni dei mercati e agli effetti degli eventi climatici estremi che negli ultimi anni hanno condizionato le produzioni.
Coldiretti: “Serve attenzione alla sostenibilità delle imprese”
Il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, ha evidenziato le difficoltà generate dall’aumento dei fertilizzanti, sottolineando come gli agricoltori non possano trasferire automaticamente questi maggiori costi sui prezzi finali dei prodotti.
Secondo Cavallo, la rimozione della clausola di salvaguardia rappresenta un elemento di forte preoccupazione perché arriva in una fase in cui le imprese agricole stanno affrontando nuovi rincari e una maggiore instabilità economica.
Anche il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni, ha richiamato il tema della sicurezza alimentare europea, sostenendo che la capacità produttiva del comparto agricolo dipende anche dalla possibilità delle aziende di mantenere condizioni economiche sostenibili.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda il rapporto tra costi di produzione e remunerazione riconosciuta agli agricoltori. La distanza tra le spese sostenute nei campi e il prezzo finale dei prodotti sugli scaffali continua a rappresentare una delle principali difficoltà per il settore, con il rischio di ridurre ulteriormente i margini delle imprese.
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