Condanne per i disordini di Catania: quattro giovani coinvolti

Il processo con rito abbreviato si è concluso davanti al Gup Stefano Montoneri. Assolto dall’accusa di devastazione un 23enne di Locorotondo, condannato per altri reati

Si è concluso con quattro condanne il processo con rito abbreviato nato dai disordini avvenuti a Catania il 17 maggio 2025, durante la manifestazione della “Rete No Ddl Sicurezza”. La sentenza è stata pronunciata dal Gup del Tribunale di Catania, Stefano Montoneri, al termine della camera di consiglio.

Gli episodi contestati riguardavano, a seconda delle posizioni, lanci di oggetti contro le forze dell’ordine, travisamento e imbrattamenti di edifici pubblici e privati.

Tra gli imputati, un giovane nato a Terlizzi e residente a Bari è stato condannato a un anno di arresto e 1.000 euro di ammenda per travisamento, dopo aver coperto integralmente il volto durante il corteo. Per lui è stata concessa la sospensione condizionale della pena.

Stessa condanna per un 21enne nato ad Acquaviva delle Fonti e residente a Bari, ritenuto responsabile del medesimo reato. Anche nei suoi confronti la pena è stata fissata in un anno di arresto e 1.000 euro di ammenda.

Più complessa la posizione di una 22enne originaria di Bari e residente nel Messinese, accusata di travisamento e di aver imbrattato con vernice spray il muro dell’Istituto scolastico “Archimede” di Catania. La giovane è stata condannata a sette mesi di reclusione, con sospensione condizionale subordinata al ripristino del muro danneggiato entro sei mesi dal passaggio in giudicato della sentenza.

Il procedimento riguardava anche un 23enne residente a Locorotondo, al quale era contestato il reato più grave: la devastazione in concorso, in relazione ai lanci di pietre, petardi e ordigni pirotecnici contro le forze dell’ordine.

Su questo punto il giudice ha pronunciato un’assoluzione “perché il fatto non sussiste”, disponendo anche l’immediata cessazione delle misure cautelari relative a tale accusa.

Il giovane è stato tuttavia condannato per gli altri reati contestati, ovvero travisamento e imbrattamento dei muri di via Muscatello con scritte spray. La pena complessiva è stata fissata in 11 mesi di reclusione.

La sentenza definisce così il procedimento di primo grado relativo alle quattro posizioni, con esiti differenti in base ai singoli reati contestati e alle responsabilità riconosciute dal giudice.

Redazione

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