Università degli Studi di Bari Aldo Moro e Politecnico di Bari consolidano il proprio legame con uno dei principali centri internazionali dedicati alla ricerca scientifica. Una delegazione dei due atenei pugliesi ha raggiunto il Cern di Ginevra, punto di riferimento mondiale nel campo della fisica delle particelle, per una visita istituzionale orientata al rafforzamento delle attività comuni e allo sviluppo di nuove prospettive di cooperazione.
A guidare la missione sono stati i rettori Roberto Bellotti per Uniba e Umberto Fratino per il Politecnico di Bari. Durante l’incontro con la direzione del laboratorio svizzero sono stati affrontati alcuni dei temi destinati a incidere maggiormente sul futuro della ricerca: dall’innovazione alle tecnologie quantistiche, passando per l’intelligenza artificiale e per la preparazione delle prossime generazioni di ricercatrici e ricercatori.
Dalla ricerca alla formazione delle nuove generazioni
La presenza della delegazione barese al Cern non si è limitata al confronto sulle attività scientifiche. La visita ha infatti offerto anche l’opportunità di incontrare alcune giovani partecipanti ad Art & Science across Italy, iniziativa nata con l’obiettivo di avvicinare gli studenti delle scuole superiori alla scienza attraverso un dialogo originale con il mondo dell’arte.
All’interno dello Science Gateway, i rappresentanti dei due atenei hanno incontrato le vincitrici dell’edizione 2024-2026 del progetto, promosso dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dal Cern, dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
L’incontro ha così affiancato alla dimensione della ricerca avanzata quella della divulgazione e della formazione, confermando l’importanza attribuita al coinvolgimento dei più giovani nella cultura scientifica. Arte e scienza diventano, in questo contesto, strumenti complementari per stimolare curiosità e interesse verso discipline caratterizzate da un elevato grado di complessità.
Bari e il Cern, una collaborazione lunga oltre sessant’anni
La missione a Ginevra si inserisce in un rapporto scientifico che lega Bari al Cern da più di 60 anni. Una collaborazione costruita nel tempo grazie alle attività del Dipartimento Interuniversitario di Fisica, condiviso dall’Università e dal Politecnico di Bari, e della Sezione di Bari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
Negli anni più recenti questa relazione si è concentrata in particolare sulle attività collegate al Large Hadron Collider (Lhc), il più grande acceleratore di particelle mai realizzato, e sui grandi esperimenti internazionali che utilizzano questa infrastruttura.
Il rapporto con il laboratorio di Ginevra coinvolge una comunità scientifica articolata, composta da docenti e ricercatori ma anche da dottorandi, studentesse e studenti. La cooperazione rappresenta quindi non soltanto un’opportunità per partecipare a programmi di ricerca di rilievo internazionale, ma anche un canale attraverso cui favorire la crescita e la formazione di nuovi profili scientifici.
Una delegazione tra ricerca e internazionalizzazione
Numerosi i rappresentanti istituzionali e accademici che hanno partecipato alla missione. Per l’Università di Bari, insieme al rettore Roberto Bellotti, erano presenti il direttore generale Ernesto Somma, la delegata alla Ricerca scientifica e tecnologica Anna Colaleo, la direttrice del Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica Elisabetta Todisco e la direttrice della Direzione Ricerca, Terza Missione e Internazionalizzazione Adriana Agrimi.
Il Politecnico di Bari è stato invece rappresentato, oltre che dal rettore Umberto Fratino, dalla vice-direttrice del Dipartimento Interuniversitario di Fisica Gabriella Pugliese e dal delegato alla Ricerca Giuseppe Eugenio Bruno.
La composizione della delegazione riflette la natura trasversale del confronto avviato a Ginevra. Accanto alla fisica delle particelle, infatti, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche assumono un ruolo sempre più rilevante nelle strategie di ricerca e innovazione, aprendo spazi di collaborazione che possono coinvolgere competenze differenti.
La visita al Cern conferma dunque la dimensione internazionale delle attività scientifiche sviluppate dagli atenei baresi e rinnova una relazione costruita nell’arco di oltre mezzo secolo. Il confronto tra le istituzioni punta allo stesso tempo verso le sfide future, con particolare attenzione alle tecnologie emergenti e alla capacità di preparare giovani scienziati a operare nei grandi programmi internazionali di ricerca.
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