Schizofrenia, studio Uniba: la risonanza può orientare la scelta dei farmaci

La ricerca pubblicata su Nature Communications identifica due profili di attività cerebrale associati a una diversa sensibilità ai farmaci che agiscono sulla dopamina

La risonanza magnetica funzionale potrebbe contribuire in futuro a individuare il trattamento farmacologico più adatto per i pazienti con schizofrenia. È la prospettiva che emerge da uno studio condotto da ricercatori dell’Università degli Studi di Bari, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Nature Communications.

La ricerca si inserisce nell’ambito della medicina di precisione applicata alla psichiatria e punta a comprendere uno degli aspetti più complessi nel trattamento della schizofrenia: la diversa risposta dei pazienti ai farmaci antipsicotici.

Gli studiosi hanno individuato due distinti profili di attività cerebrale, collegati al sistema della ricompensa e caratterizzati da una differente sensibilità ai farmaci che intervengono sul sistema della dopamina.

Analizzati i dati di oltre 1.200 persone

La ricerca è stata sviluppata attraverso l’analisi dei dati di risonanza magnetica funzionale di 1.251 persone, distribuite complessivamente in cinque gruppi indipendenti.

La prima fase ha riguardato un campione europeo composto da 890 volontari sani. Proprio attraverso l’analisi di questo gruppo sono stati identificati inizialmente i due differenti profili di attività cerebrale.

I ricercatori hanno quindi verificato se la stessa distinzione potesse essere osservata anche in un campione indipendente. L’analisi è stata così estesa a 245 persone reclutate dall’Università di Bari, nelle quali sono stati nuovamente riconosciuti i due profili.

La presenza delle stesse caratteristiche in un secondo gruppo indipendente ha permesso di consolidare la distinzione individuata nella prima fase della ricerca.

Dall’attività cerebrale alla risposta ai farmaci

Dopo aver identificato e verificato i due profili, gli studiosi hanno approfondito il loro possibile rapporto con la risposta ai trattamenti farmacologici.

L’attenzione si è concentrata in particolare sui medicinali che agiscono sulla dopamina, neurotrasmettitore che svolge un ruolo centrale nei meccanismi cerebrali analizzati e rappresenta uno dei principali bersagli farmacologici dei trattamenti antipsicotici.

I dati provenienti dagli studi farmacologici sono stati utilizzati per valutare la presenza di una diversa sensibilità ai farmaci nei due profili cerebrali.

Redazione

Seguici su

Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Pubblicata la classifica 2026-2027 dedicata agli atenei: valutati servizi, strutture, borse di studio, internazionalizzazione e...
In palio 15 contributi da 1.546 euro per laureati che abbiano discusso una tesi su...

Altre notizie