Petruzzelli, gli affreschi perduti di Armenise rivivono con il videomapping

La cupola del teatro barese torna a mostrare virtualmente le opere dell’artista attraverso una nuova tecnologia immersiva che apre anche a futuri utilizzi scenografici

Gli affreschi realizzati da Raffaele Armenise per la cupola del Teatro Petruzzelli di Bari tornano protagonisti grazie alla tecnologia digitale. Le decorazioni originarie, distrutte dal devastante incendio che nel 1991 colpì lo storico teatro pugliese, sono state ricreate in forma virtuale attraverso un nuovo progetto di videomapping firmato dall’artista Leandro Summo.

La nuova installazione rappresenta un aggiornamento della precedente versione digitale, con immagini più definite, colori più intensi e una resa visiva maggiormente coinvolgente. L’obiettivo è restituire ai visitatori una percezione il più possibile vicina alla magnificenza dell’opera originale, utilizzando strumenti tecnologici capaci di valorizzare uno degli elementi architettonici più importanti del teatro.

Il sistema progettato per la cupola non sarà limitato alla riproduzione degli affreschi storici. La struttura potrà infatti essere impiegata anche per nuove proiezioni artistiche e spettacoli visivi, offrendo ulteriori possibilità creative a registi e professionisti dello spettacolo che lavorano all’interno del Petruzzelli.

Una nuova dimensione scenografica per il teatro

Durante la presentazione del progetto è intervenuto il sindaco di Bari, Vito Leccese, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa nel rapporto tra tecnologia, arte e funzione culturale del teatro.

Secondo il primo cittadino, la possibilità di utilizzare la cupola come superficie scenografica aggiuntiva permetterà ai registi di sperimentare nuovi linguaggi e di creare un dialogo più stretto tra differenti forme artistiche. La tecnologia diventa così uno strumento per ampliare le potenzialità dello storico edificio, rendendolo un luogo sempre più aperto all’innovazione.

Leccese ha inoltre ricordato il ruolo di Armenise nella storia artistica della città. L’autore degli affreschi, nato a Bari e successivamente trasferitosi a Napoli, appartiene alla tradizione della scuola napoletana ed è considerato una figura significativa del panorama pittorico dell’epoca. Il suo legame con il capoluogo pugliese si è consolidato proprio attraverso la realizzazione delle opere che decoravano la cupola del teatro.

La memoria del teatro dopo l’incendio del 1991

Il ritorno virtuale degli affreschi rappresenta anche un modo per ricostruire il rapporto tra il Teatro Petruzzelli e la memoria collettiva della città. L’incendio del 1991 aveva cancellato una parte fondamentale del patrimonio artistico dell’edificio, che dopo anni di lavori è stato restituito alla comunità con la riapertura ufficiale.

Per il sindaco, il progetto del videomapping assume quindi un significato che va oltre l’aspetto tecnologico, perché consente di recuperare simbolicamente l’immagine storica del teatro e rafforzarne il ruolo come spazio culturale pubblico.

Leccese ha definito il Petruzzelli un luogo identitario per Bari, evidenziando l’importanza della sua tutela e della sua funzione collettiva. Il riferimento si inserisce anche nel contesto della discussione sulla proprietà del teatro, una vicenda che coinvolge il Comune, la Fondazione Petruzzelli e la famiglia Messeni-Nemagna.

La Corte d’Appello di Bari, con una sentenza del 2021, ha riconosciuto la proprietà del teatro alla famiglia Messeni-Nemagna. Da allora è aperto il confronto relativo agli aspetti economici legati all’utilizzo dell’immobile da parte delle istituzioni pubbliche, compresa la questione del canone annuale e degli eventuali arretrati.

Redazione

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