Tangenti e appalti irregolari per l’ospedale in Fiera: sette rinvii a giudizio

Si apre un processo per presunti illeciti legati alla gestione di appalti durante l’emergenza Covid, con accuse di corruzione, peculato e turbativa d’asta

L’inchiesta su presunti appalti irregolari e tangenti legati a lavori per l’emergenza Covid, tra cui la realizzazione del maxi ospedale alla Fiera del Levante, ha portato a sette rinvii a giudizio e un patteggiamento. Il procedimento giudiziario, che coinvolge otto persone, vede imputazioni per corruzione, peculato, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, falso e turbata libertà degli incanti.

Tra gli imputati figurano Mario Lerario, ex dirigente della Protezione civile regionale, già coinvolto in altri due processi per corruzione, Antonio Mercurio, ex funzionario della Regione Puglia, e gli imprenditori Domenico Tancredi, Alessandro Goffredo Nuzzo, Francesco Girardi, Vito Vincenzo Leo e Vito De Mitri. L’imprenditore Sigismondo Zema ha invece optato per il patteggiamento, ottenendo una pena di nove mesi per i reati di turbativa d’asta e falso.

Uno dei nodi principali dell’indagine riguarda il costo della struttura sanitaria temporanea realizzata alla Fiera del Levante, che sarebbe passato da 9,5 milioni a oltre 21 milioni di euro, un aumento significativo che ha attirato l’attenzione degli inquirenti. La Regione Puglia si è costituita parte civile nel processo, il cui inizio è previsto per il 3 giugno.

Redazione

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