Il 13 gennaio sarà una giornata di forte mobilitazione per il settore taxi anche a Bari. I tassisti aderiranno a una protesta nazionale contro l’abusivismo nel trasporto pubblico locale non di linea, organizzando un sit-in in piazza Libertà e un’astensione dal lavoro nella fascia oraria compresa tra le 9 e le 20. L’iniziativa si inserisce in un più ampio quadro di rivendicazioni che coinvolge l’intero territorio nazionale.
Al centro della protesta c’è la crescente presenza delle multinazionali del trasporto privato, accusate di alterare le regole del mercato e di indebolire il servizio taxi tradizionale. Secondo quanto espresso dalle organizzazioni sindacali di categoria, il settore sarebbe da tempo penalizzato da una mancanza di interventi concreti da parte delle istituzioni competenti, a fronte di un’espansione sempre più incisiva delle piattaforme digitali.
In una nota diffusa dai sindacati, i tassisti denunciano come le grandi aziende multinazionali stiano “cannibalizzando il servizio pubblico taxi”, incidendo negativamente sui diritti di chi opera quotidianamente sulle strade e creando potenziali rischi anche per l’utenza. L’uso di algoritmi decisionali viene indicato come uno degli elementi critici, in grado di influenzare tariffe, condizioni di lavoro e sicurezza del servizio, senza adeguati controlli pubblici.
La protesta nasce anche da una lunga fase di interlocuzione ritenuta inefficace con il Governo e i ministeri competenti. Secondo i rappresentanti della categoria, l’assenza di risposte normative avrebbe favorito una situazione di sostanziale impunità per le piattaforme internazionali, consentendo loro di accrescere i profitti, spesso generati fuori dal sistema fiscale nazionale, a discapito di un servizio pubblico regolamentato.
Tra i messaggi più forti lanciati dagli organizzatori c’è la richiesta di un intervento immediato e non più rinviabile. I tassisti sostengono che il protrarsi dell’inerzia istituzionale rischia di compromettere definitivamente l’equilibrio del settore, trasformando il trasporto pubblico non di linea in un ambito dominato da logiche speculative. Da qui l’avvertimento: senza un’azione concreta, il Governo verrebbe percepito come corresponsabile di questo scenario.
Le richieste dei manifestanti sono numerose e articolate. In primo piano c’è l’adozione di un decreto specifico contro lo “strapotere algoritmico” delle multinazionali, ritenuto uno strumento che altera la concorrenza e incide sulle condizioni di lavoro. Accanto a questo, viene ribadita la necessità di difendere il servizio pubblico taxi, contrastando meccanismi che favoriscono la concentrazione dei profitti e la loro destinazione verso paradisi fiscali.
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