Pac 2028-2034, accordo tra le Regioni: più tutele e risorse per l’agricoltura

Dalla gestione delle emergenze climatiche alla difesa del reddito agricolo, le Regioni italiane definiscono le priorità per la futura Politica agricola comune. L'assessore pugliese Francesco Paolicelli chiede maggiore autonomia nella gestione dei fondi europei e interventi più rapidi a sostegno delle imprese

La futura Politica agricola comune (Pac) 2028-2034 dovrà garantire maggiori strumenti di protezione alle aziende agricole, sostenere gli investimenti e consentire alle amministrazioni regionali di intervenire con tempestività nelle situazioni di emergenza. È questa la direzione indicata dalle Regioni italiane, che hanno raggiunto un’intesa sulle priorità da portare all’attenzione delle istituzioni europee.

Il documento condiviso è stato approvato dalla Commissione Politiche Agricole durante il Festival delle Regioni, svoltosi a Firenze, segnando un passaggio significativo nel confronto sul futuro delle politiche europee destinate al settore primario.

Tra i protagonisti dell’accordo figura Francesco Paolicelli, assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, che ha evidenziato l’importanza di una posizione unitaria per affrontare le principali criticità del comparto e garantire prospettive di sviluppo alle imprese.

Fondi europei e autonomia regionale al centro della nuova Pac

Uno degli aspetti centrali dell’intesa riguarda la possibilità per le Regioni di gestire le risorse comunitarie con maggiore flessibilità, adattando gli strumenti di sostegno alle caratteristiche economiche e produttive dei singoli territori.

Secondo l’impostazione condivisa, la programmazione agricola europea dovrà superare alcuni vincoli amministrativi che rischiano di rallentare l’erogazione degli aiuti, soprattutto quando le aziende si trovano ad affrontare situazioni impreviste.

L’obiettivo è assicurare alle amministrazioni territoriali margini operativi più ampi, consentendo di rimodulare gli interventi in funzione delle necessità emergenti.

Per la Puglia, territorio nel quale l’agricoltura rappresenta una componente rilevante dell’economia, la disponibilità di strumenti finanziari accessibili e procedure più snelle costituisce un elemento importante per sostenere la competitività delle produzioni locali.

Il documento sottolinea inoltre la necessità di mantenere centrale il ruolo della Pac nell’ambito delle politiche europee, evitando che una diversa organizzazione dei finanziamenti possa compromettere le risorse destinate al comparto agricolo.

Cambiamenti climatici e crisi di mercato: le priorità delle Regioni

La protezione delle imprese dagli eventi estremi costituisce un altro pilastro della posizione comune.

Calamità naturali, emergenze fitosanitarie, oscillazioni dei prezzi e aumento delle spese di produzione rappresentano fattori capaci di mettere a rischio la stabilità finanziaria delle aziende, riducendo la possibilità di programmare investimenti e attività produttive.

Per questo motivo, le Regioni chiedono che la Pac 2028-2034 preveda meccanismi più efficaci per la gestione dei rischi, accompagnati da misure economiche attivabili rapidamente.

Particolare attenzione viene riservata alla salvaguardia del reddito degli agricoltori, considerata una condizione indispensabile per garantire la continuità delle attività e la tenuta del sistema agroalimentare.

L’assessore Paolicelli ha richiamato la necessità di evitare che le imprese siano costrette ad affrontare autonomamente le conseguenze delle crisi, ribadendo il ruolo delle istituzioni nella predisposizione di adeguate forme di sostegno.

Le difficoltà registrate nel settore, tra instabilità dei mercati e rincari dei costi aziendali, confermano secondo l’esponente della Giunta pugliese l’esigenza di disporre di strumenti capaci di rispondere alle emergenze senza ritardi burocratici.

Innovazione, risorse idriche e giovani agricoltori

L’accordo raggiunto a Firenze non si limita alle misure di carattere emergenziale, ma individua anche alcune direttrici strategiche per lo sviluppo dell’agricoltura europea nei prossimi anni.

Un ruolo importante viene attribuito agli investimenti nell’innovazione tecnologica, necessari per migliorare l’efficienza produttiva e accompagnare le aziende nell’adattamento alle nuove condizioni climatiche ed economiche.

Tra le priorità figurano anche la valorizzazione delle produzioni di qualità e il consolidamento delle filiere agroalimentari, con l’obiettivo di rafforzare la posizione delle imprese sui mercati.

La gestione sostenibile delle risorse idriche assume particolare rilevanza in un contesto caratterizzato da crescenti pressioni climatiche. Le politiche agricole dovranno quindi favorire interventi capaci di preservare l’acqua e rendere più efficienti i processi produttivi.

Un ulteriore punto riguarda il ricambio generazionale in agricoltura, attraverso iniziative che possano favorire l’ingresso dei giovani nel settore e contribuire alla continuità delle attività imprenditoriali.

Concorrenza internazionale e tutela delle produzioni europee

Nel documento condiviso trova spazio anche il tema delle condizioni competitive sui mercati internazionali.

Le Regioni sostengono la necessità di applicare il principio di reciprocità negli scambi commerciali con i Paesi terzi, affinché la concorrenza avvenga nel rispetto di condizioni più equilibrate.

La questione riguarda la tutela delle imprese agricole europee, chiamate a rispettare specifici requisiti produttivi, ambientali e qualitativi.

L’intesa punta quindi a promuovere un sistema commerciale che tenga conto degli obblighi imposti ai produttori comunitari, evitando squilibri che possano penalizzarne la capacità di competere.

Parallelamente, viene ribadita l’importanza di coniugare sostenibilità ambientale ed economica, affinché gli obiettivi di tutela del territorio siano accompagnati da condizioni che permettano alle aziende di mantenere la propria redditività.

Paolicelli: necessario rafforzare il ruolo delle Regioni

Commentando l’approvazione del documento, Francesco Paolicelli ha espresso soddisfazione per il confronto tra le amministrazioni regionali, sottolineando il valore politico di un’intesa costruita attorno a esigenze condivise.

Per l’assessore pugliese, la nuova programmazione europea dovrà garantire non soltanto finanziamenti adeguati, ma anche la possibilità concreta di utilizzare le risorse in maniera tempestiva ed efficace.

Il rappresentante della Regione Puglia ha inoltre richiamato l’importanza di sostenere le aziende nel percorso di innovazione e adattamento ai cambiamenti climatici, senza trascurare le conseguenze economiche dell’aumento dei costi e dell’incertezza dei mercati.

Nel suo intervento conclusivo, Paolicelli ha ringraziato il coordinatore della Commissione Politiche Agricole, Bond, l’assessore Marras per l’accoglienza a Firenze e i rappresentanti regionali che hanno contribuito alla definizione dell’accordo.

Pac 2028-2034, ora il confronto si sposta sulle decisioni europee

Con l’approvazione della posizione comune, le Regioni italiane hanno individuato un quadro di richieste da sottoporre all’attenzione delle istituzioni europee in vista della prossima programmazione agricola.

Maggiore autonomia territoriale, protezione del reddito, gestione delle emergenze e sostegno alla competitività rappresentano gli elementi fondamentali della proposta.

L’intesa costituisce una posizione condivisa delle amministrazioni regionali e non determina, di per sé, modifiche immediate alla normativa o ai finanziamenti della Pac.

Il passaggio successivo sarà verificare in quale misura le indicazioni contenute nel documento verranno recepite nelle scelte europee per il periodo 2028-2034.

Per il comparto agricolo pugliese, così come per quello nazionale, il confronto riguarderà soprattutto la capacità della futura politica comunitaria di garantire stabilità economica alle imprese e strumenti adeguati alle trasformazioni del settore.

Redazione

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