Pesca in Puglia, 11 milioni di euro contro il caro carburante

Dopo lo stop delle marinerie pugliesi, la Regione conferma il sostegno alle imprese della pesca e dell’acquacoltura. Rifinanziato con 3 milioni di euro anche il Fondo di solidarietà nazionale per compensare i danni eccezionali subiti dal settore.

Il caro carburante e l’aumento dei costi di gestione mettono in difficoltà le imprese ittiche pugliesi, spingendo diverse marinerie a fermare le proprie attività. La protesta ha coinvolto numerosi porti, da Brindisi a Lecce, passando per Molfetta e Manfredonia, per richiamare l’attenzione sulle criticità che minacciano la sostenibilità economica del settore e il lavoro di tante famiglie.

Sulla mobilitazione è intervenuto Francesco Paolicelli, assessore regionale all’Agricoltura con delega alla Pesca, che ha espresso solidarietà agli operatori e ribadito l’impegno della Regione nel sostenere il comparto.

La Puglia ha stanziato 11 milioni di euro a sostegno delle imprese della pesca e dell’acquacoltura, comprese quelle impegnate nella molluschicoltura e nella mitilicoltura. Le risorse puntano ad aiutare le aziende a fronteggiare l’aumento delle spese, in particolare quelle legate al carburante.

Le procedure per l’erogazione dei contributi sono ormai prossime alla conclusione. L’obiettivo è garantire liquidità alle imprese e consentire loro di affrontare una fase economica complessa, caratterizzata da costi crescenti e difficoltà operative.

Paolicelli ha sottolineato che l’intervento regionale non si limita al contrasto del caro carburante, ma comprende anche nuove possibilità di aiuto per le aziende che hanno subito danni eccezionali.

Tra i comparti maggiormente in difficoltà figura la molluschicoltura, colpita da episodi di mortalità dei molluschi e da condizioni meteomarine sfavorevoli. Per rispondere a queste emergenze, la Regione Puglia ha contribuito al confronto con le altre Regioni e con il Ministero competente, ottenendo modifiche alle disposizioni del Fondo di solidarietà nazionale per la pesca e l’acquacoltura.

Il Fondo è stato rifinanziato con 3 milioni di euro per il 2026, destinati a compensare i danni provocati da eventi naturali e meteomarini eccezionali verificatisi tra il 2024 e il 2026.

Le nuove disposizioni ampliano le possibilità di sostegno alle imprese, includendo anche problematiche legate alla salute e al benessere degli animali allevati. Sono inoltre previsti indennizzi per le sospensioni temporanee dell’attività causate da episodi eccezionali di mortalità di massa dei molluschi.

Per accedere agli aiuti, la mortalità annua dovrà superare il 20% oppure le perdite economiche dovranno oltrepassare il 30% del fatturato medio annuo dell’impresa.

Le modifiche al Fondo puntano anche a semplificare e accelerare l’accesso alle risorse, dando priorità alle domande relative agli eventi calamitosi già riconosciuti. Una misura pensata per consentire alle aziende di ottenere sostegni in tempi più rapidi e affrontare con maggiore efficacia le conseguenze delle perdite produttive.

La Regione conferma quindi un intervento su due fronti: da una parte, aiutare le imprese a sostenere i costi operativi; dall’altra, rafforzare gli strumenti economici destinati a compensare i danni straordinari.

Paolicelli ha ribadito che proseguiranno il monitoraggio delle procedure e il confronto con le rappresentanze del settore, affinché le risorse disponibili si traducano in un aiuto concreto per aziende e lavoratori.

La protesta delle marinerie pugliesi riporta così al centro le difficoltà di un comparto fondamentale per l’economia costiera regionale. Il sostegno economico e la rapidità nell’erogazione dei contributi saranno determinanti per aiutare le imprese della pesca a superare l’attuale fase di crisi.

Redazione

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