Una scala domestica vive nella casa per decenni. Resta lì mentre cambiano gli arredi, i pavimenti, le tinte delle pareti; sopporta migliaia di passaggi all’anno, l’umidità della cucina, l’usura delle suole, gli urti dei mobili spostati. La sua qualità, di conseguenza, si misura su un orizzonte temporale lungo, non al momento della consegna. Ed è proprio nel lungo periodo che emergono le differenze tra una scala costruita artigianalmente e una scala uscita da una linea industriale: differenze poco visibili al primo sguardo, che diventano sempre più evidenti con il passare degli anni.
Su questa linea ragiona Flaviano Le Noci, titolare di Momo Scale, realtà artigianale di Noci, in provincia di Bari. Le Noci appartiene a una famiglia che produce scale da due generazioni e lavora il legno da quattro: una continuità che ha sedimentato nel laboratorio una conoscenza accumulata di tempi, materiali e dettagli costruttivi. Da quella tradizione esce una produzione di circa cento scale all’anno, tutte su misura, tutte costruite con processi interni dall’inizio alla fine. «Nel nostro lavoro l’artigianalità non è un’etichetta di marketing», osserva Le Noci. «È un metodo produttivo che si vede in ogni fase, dalla scelta dei materiali alla cura finale del gradino. Il cliente lo capisce meglio nei mesi e negli anni successivi all’installazione che nel momento in cui sceglie la scala.»
Esperienza accumulata: ciò che si impara solo lavorando
Una parte importante del valore artigianale risiede in qualcosa che difficilmente compare nel preventivo: l’accumulo di esperienza diretta. È il sapere che si forma in laboratorio e in cantiere, attraverso problemi visti più volte, soluzioni provate, errori conosciuti e corretti su scale precedenti. Una conoscenza implicita che diventa garanzia per il cliente.
«Ogni scala porta dentro la storia di tutte quelle costruite prima», racconta Le Noci. «Quando guardi un gradino sai quali tipi di legno reggono e quali no, quali strutture metalliche si flettono e quali tengono, quali finiture invecchiano bene e quali si rovinano in due anni. Sono cose che non si imparano sui cataloghi, ma stando in laboratorio e in cantiere per anni.» È un patrimonio che la singola scala porta con sé pur non essendo visibile, e che incide sulla tenuta complessiva del manufatto.
Dal legno grezzo al gradino finito: il valore della lavorazione interna
Il secondo elemento distintivo della scala artigianale è il processo produttivo. Tra il materiale grezzo che entra in laboratorio e il gradino installato in casa c’è una sequenza di passaggi che cambia profondamente il risultato finale: scelta della tavola, sagomatura, levigatura, finitura, controllo manuale. Sono operazioni che nel prodotto industriale di serie sono compresse, automatizzate o saltate del tutto.
«Una scala industriale arriva in cantiere praticamente assemblata», spiega Le Noci. «Una scala artigianale invece nasce in laboratorio: il legno viene scelto, sagomato, levigato, finito, e ogni gradino è un pezzo unico. Si vede nei dettagli, nei bordi che non sfilacciano dopo qualche anno, nelle giunzioni che restano salde anche con il movimento naturale del legno.» Una cura che si applica anche ai metalli, lavorati internamente in ferro o acciaio inox, e al vetro scelto per parapetti e divisori.
Un unico interlocutore, dal disegno alla consegna
Il terzo pilastro del lavoro artigianale è la coincidenza, dentro la stessa azienda, di tutte le fasi del processo. È un dettaglio organizzativo che ha conseguenze concrete sul cantiere: tempi di risposta più rapidi, decisioni prese senza intermediari, modifiche in corso d’opera che non passano attraverso fornitori esterni.
«Quando il cliente si rivolge a noi ha un solo riferimento per tutta la durata del lavoro», sottolinea Le Noci. «Non parla con un commerciale per il preventivo, con un altro fornitore per la produzione e con un terzo per il montaggio. Parla con noi, e questo cambia molto se in cantiere si presenta un imprevisto: la decisione la prendiamo subito, senza dover coinvolgere soggetti diversi.» Un controllo del processo che si traduce, lato cliente, in maggiore certezza sui tempi di consegna e in un’unica responsabilità riconoscibile per l’opera finita.
Mestiere accumulato, materiali scelti uno per uno, processo interno dalla prima misura all’ultimo gradino installato: sono questi i tre fattori che danno valore al lavoro artigianale e che, sommati, restituiscono al cliente una scala destinata a durare per decenni. È la formula che caratterizza da oltre trent’anni l’attività di Momo Scale, realtà di Noci, in provincia di Bari, e che spiega perché ancora oggi la produzione artigianale resti una scelta giustificata di fronte ai vantaggi apparenti di prezzo del prodotto di serie.
Visita il sito https://www.momoscale.eu/
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