Locanda abusiva chiusa nel quartiere Libertà per gravi irregolarità

Bloccata un’attività non autorizzata che ospitava persone e serviva pasti in condizioni pericolose

Una struttura ricettiva non autorizzata è stata chiusa con effetto immediato nel quartiere Libertà a seguito di un’ordinanza firmata dal direttore del Suap. La decisione arriva dopo una serie di accertamenti condotti dalla Polizia locale, che ha fatto emergere una situazione allarmante sotto il profilo igienico-sanitario e della sicurezza pubblica.

Le indagini sono state avviate in seguito a segnalazioni da parte dei residenti, disturbati da forti odori di cucina e fumi sospetti provenienti da un locale al piano terra di un edificio. Dopo alcuni appostamenti, gli agenti hanno riscontrato un via vai costante di persone, in prevalenza stranieri, che entravano ed uscivano con sacchetti contenenti cibo o si fermavano a consumare pasti direttamente sul posto.

L’ispezione ha confermato l’esistenza di un’attività di somministrazione non autorizzata di alimenti e bevande, associata alla gestione abusiva di una locanda-fittacamere. L’immobile risultava allestito in modo inadeguato, con spazi angusti, scarsamente illuminati e privi della necessaria areazione. All’interno erano stati sistemati tavoli, sedie e altre attrezzature tipiche di un esercizio pubblico, ma del tutto fuori norma.

Le camere erano tutte occupate da ospiti, come evidenziato dalla presenza di effetti personali, abbigliamento, articoli per l’igiene e numerose ciabatte multipresa con caricabatterie per cellulari. Anche un soppalco, apparentemente abusivo, era stato adibito a dormitorio, con quattro letti sistemati in uno spazio angusto e potenzialmente insicuro.

In fondo all’appartamento, gli agenti hanno trovato una cucina realizzata in modo improvvisato, dotata di fornelli da campeggio collegati a sei bombole di Gpl, due delle quali operative. La perdita di gas da uno dei contenitori ha richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno rilevato una grave situazione di pericolo legata alla combinazione tra gas e un impianto elettrico ritenuto non conforme.

Gli occupanti della struttura hanno riferito di recarsi abitualmente nel locale per acquistare cibo pronto a cinque euro a pasto e caffè a un euro, confermando l’attività commerciale di ristorazione in atto.

Dalle verifiche è emerso che la struttura non era registrata come attività alberghiera, risultando quindi priva delle autorizzazioni previste dalla normativa regionale (L.R.11/1999) e dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.).

Redazione

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