Liste d’attesa in Puglia, recuperate quasi 60mila prestazioni in due mesi

La Regione accelera sul piano sanitario tra anticipi di visite e ricoveri, ma restano alti i rifiuti da parte dei pazienti

Prosegue l’azione della Regione Puglia per ridurre le liste d’attesa nel sistema sanitario, con risultati significativi nei primi mesi dell’anno. Tra febbraio e marzo sono state anticipate complessivamente 59.640 prestazioni, nell’ambito di un piano straordinario che punta a migliorare l’accesso alle cure.

Il dato emerge dall’ultimo report regionale, che evidenzia un’intensa attività di contatto con i cittadini. Sono stati oltre 118mila i pugliesi richiamati per anticipare visite, esami o ricoveri, raggiungendo circa il 95% del target assegnato alle aziende sanitarie.

Nel dettaglio, la maggior parte degli interventi ha riguardato la specialistica ambulatoriale. Sono state anticipate 49.636 prestazioni tra visite ed esami diagnostici, con una distribuzione che riflette le diverse priorità cliniche: dai casi urgenti a quelli programmabili.

Una quota rilevante ha interessato anche ambiti più complessi. Sono state recuperate quasi 2mila prestazioni legate a patologie oncologiche e croniche, fondamentali per garantire continuità nei percorsi diagnostico-terapeutici.

Accanto ai risultati positivi, emerge però un dato significativo sui rifiuti. Oltre 34mila cittadini hanno scelto di non anticipare l’appuntamento proposto, mantenendo la prenotazione originaria o rinunciando alla prestazione.

Le motivazioni sono diverse. Il 62% ha preferito confermare la data già fissata, mentre il 28% aveva già effettuato la prestazione e il 10% ha dichiarato che non era più necessaria, evidenziando una complessità nella gestione delle liste che va oltre la sola disponibilità di posti.

Un ulteriore elemento riguarda l’anticipo delle prestazioni previste per il 2026. Le aziende sanitarie hanno iniziato a riprogrammare anche queste attività, che rappresentano circa il 36% delle prestazioni erogate, contribuendo a ridurre in anticipo i tempi di attesa futuri.

In questo ambito, la maggior parte degli interventi ha riguardato i casi con priorità più elevate. Le prestazioni con codici urgenti e brevi costituiscono circa il 67% del totale, segno di una strategia orientata a garantire risposte rapide ai bisogni più immediati.

Redazione

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