Inchiesta appalti Asl Bari: iniziano gli interrogatori, due indagati scelgono il silenzio

Iacobellis e Sansolini esercitano il diritto di non rispondere al gip. In corso gli interrogatori per altri otto arrestati nell'inchiesta su presunte tangenti nella Asl Bari

uesta mattina sono iniziati gli interrogatori di garanzia per i dieci indagati arrestati nell’ambito dell’inchiesta riguardante presunti episodi di corruzione e tangenti per appalti nella Asl di Bari. Le accuse contestate agli arrestati includono reati di associazione a delinquere, corruzione, falso, subappalti illeciti e turbata libertà degli incanti.

I primi a comparire di fronte al giudice per le indagini preliminari (gip) sono stati Nicola Sansolini e Nicola Iacobellis. Sansolini, ex direttore responsabile della struttura complessa area gestione tecnica della Asl di Bari e attualmente dirigente dell’Uoc Ingegneria clinica, e Iacobellis, responsabile dell’edilizia sanitaria della Asl Bari, hanno entrambi deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere, rinviando il loro interrogatorio a un momento successivo.

Gli interrogatori proseguiranno nelle prossime ore e nella giornata di lunedì. Tra gli altri arrestati in carcere, oltre a Sansolini e Iacobellis, vi sono Concetta Sciannimanico, funzionaria della Uoc Area gestione tecnica della Asl Bari; Giovanni Crisanti, amministratore della Costruzioni Bioedili srl; Ignazio Gadaleta, legale rappresentante della Gadaleta Ignazio srl; e Nicola Minafra, titolare della Falegnameria Moderna di Ruvo di Puglia.

Lunedì, inoltre, è previsto l’interrogatorio dei quattro indagati posti agli arresti domiciliari, tra cui Paola Andriani, moglie di Iacobellis, e Nicola Murgolo, rappresentante legale della Costruzioni Murgolo. Tra questi figurano anche Cataldo Perrone, titolare della Perrone Global Service srl, e Giuseppe Rucci, rappresentante per la Asl Bari della società Ism Impianti Servizi Medicali srl.

L’inchiesta, nota per le sue vaste implicazioni, ruota attorno a una presunta rete di corruzione che avrebbe agevolato alcune imprese nell’ottenimento di appalti pubblici all’interno della Asl, influendo sulla gestione e l’assegnazione dei lavori in modo illecito.

Redazione

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