Confisca di beni per un pluripregiudicato: il provvedimento della Corte di Appello di Bari

Il provvedimento è stato emesso ai danni del 46enne Carmine Fratepietro a seguito delle condanne per riciclaggio, ricettazione, rapina e porto illegale di armi

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un decreto di confisca penale diretta, emesso dalla Corte di Appello III Sezione Penale di Bari, su richiesta della Procura Generale della Repubblica di Bari, nei confronti di Carmine Fratepietro, un pluripregiudicato di 46 anni. Questo provvedimento è stato emesso a seguito delle condanne subite da Fratepietro per riciclaggio, ricettazione, rapina e porto illegale di armi.

Fratepietro è stato condannato per la partecipazione a vari crimini gravi. Tra questi, vi è l’assalto avvenuto il 19 ottobre 2015 a Bari, nei pressi della Strada Statale 16, dove, insieme a 15 individui armati di kalashnikov, ha sottratto centinaia di migliaia di euro da un furgone portavalori diretto alla Banca d’Italia. Il denaro era stato prelevato da diversi istituti di credito e destinato alla sede centrale della banca.

Inoltre, Fratepietro è stato coinvolto in un altro assalto a un furgone portavalori avvenuto il 29 febbraio 2026 sulla Statale 16, nelle vicinanze di Trinitapoli (BAT). Secondo gli inquirenti, il commando di cui faceva parte, composto da 10 persone, ha bloccato le vie di accesso al luogo della rapina utilizzando auto e mezzi pesanti rubati e incendiati, distribuendo sulla strada chiodi artigianali a quattro punte per ostacolare eventuali inseguimenti.

Un altro crimine per cui è stato condannato risale al 4 dicembre 2016, quando, insieme ad altre 15 persone e con l’approvazione delle ‘ndrine calabresi, ha preso parte all’assalto del caveau di una società di vigilanza a Caraffa (Catanzaro). L’operazione, eseguita con l’ausilio di una ruspa dotata di martello pneumatico, ha fruttato un bottino di 8,5 milioni di euro.

Il valore del patrimonio sottratto a Fratepietro, formalmente intestato alla sua compagna, è stimato in 1 milione di euro. I beni confiscati includono due terreni e due lussuose ville situate in agro di Andria, oltre a tre terreni a Trinitapoli.

Redazione

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