Mattinata di forti criticità negli uffici giudiziari di Bari, dove un malfunzionamento dei sistemi informatici ministeriali ha paralizzato le attività della Procura e del Tribunale penale. Il blocco, iniziato intorno alle 9 e risolto solo verso mezzogiorno, ha causato pesanti rallentamenti nelle procedure giudiziarie e nei servizi collegati al processo telematico.
Il disservizio ha coinvolto l’applicativo ministeriale App 4.0 e numerosi strumenti utilizzati quotidianamente da magistrati e personale amministrativo, compresi i sistemi di autenticazione dell’account giustizia, Outlook e OneDrive. Per diverse ore gli operatori non hanno potuto accedere ai fascicoli digitali né gestire regolarmente i flussi informatici necessari allo svolgimento delle attività giudiziarie.
Processo penale telematico bloccato
Le conseguenze operative del blackout si sono manifestate immediatamente, soprattutto nell’ambito del settore penale. Durante il guasto non è stato possibile procedere con le convalide degli arresti in flagranza, le direttissime e le scarcerazioni.
Problemi anche per le udienze da remoto e le videoconferenze che coinvolgevano detenuti, attività ormai strettamente legate ai sistemi digitali della giustizia.
Per cercare di limitare i disagi, magistrati e operatori hanno temporaneamente ripreso la redazione cartacea degli atti, soluzione utilizzata in attesa del ripristino della piattaforma informatica ministeriale.
Numerosi ticket di assistenza sono stati aperti nel corso della mattinata, mentre gli uffici giudiziari cercavano di gestire l’emergenza e garantire la continuità delle attività più urgenti.
La causa del disservizio
Secondo quanto comunicato dalla Direzione generale per i Sistemi informativi automatizzati del Ministero della Giustizia, il problema sarebbe stato collegato alla rete di connettività gestita dal provider Tim.
Nella comunicazione inviata agli uffici giudiziari si parlava infatti di “temporanee interruzioni e disservizi” relativi ai servizi telematici ministeriali. I tecnici incaricati sono intervenuti per il ripristino della rete, completato poco prima di mezzogiorno.
Il blackout ha però riacceso il dibattito sulle difficoltà operative del processo penale telematico, sistema introdotto per accelerare e digitalizzare le procedure ma che, secondo molti operatori del settore, continua a presentare criticità frequenti.
Le proteste dei magistrati
A intervenire sulla vicenda è stata anche Antonella Cafagna, presidente della giunta distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati di Bari e giudice per l’udienza preliminare del Tribunale.
La magistrata ha definito la situazione “inaccettabile”, sottolineando come i continui problemi tecnici rischino di compromettere l’efficienza della macchina giudiziaria, soprattutto nei procedimenti più delicati.
Le criticità risultano particolarmente gravi nei fascicoli con detenuti e nei procedimenti legati al codice rosso, dove rapidità e tempestività rappresentano elementi fondamentali.
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