La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex capo della Protezione civile regionale Mario Lerario e per il suo ex collaboratore Antonio Mercurio nell’ambito di una nuova inchiesta su presunte irregolarità negli appalti della Regione Puglia. Coinvolta anche l’imprenditrice barese Claudia Calciano, 47 anni, accusata, insieme ai due ex funzionari, a vario titolo di falso, turbativa d’asta e turbata libertà degli incanti.
L’udienza preliminare è stata fissata per il 26 novembre davanti al gup Susanna De Felice, chiamato a decidere sulla richiesta avanzata dal procuratore Roberto Rossi.
L’indagine riguarda tre affidamenti firmati da Lerario tra febbraio 2019 e luglio 2020, quando era responsabile dell’Economato della Regione. Secondo la Procura, sarebbe stato adottato un sistema già emerso in altre inchieste, basato su presunti affidamenti irregolari, lavori aggiuntivi non giustificati e un meccanismo legato all’Iva che avrebbe consentito pagamenti superiori al dovuto.
Tra gli appalti contestati figura quello per il completamento dell’Osservatorio faunistico di Bitetto, affidato alla Recikla Srl di Bari. Per gli inquirenti, l’intervento sarebbe stato suddiviso attraverso un frazionamento artificioso per evitare le procedure ordinarie di gara.
Nel fascicolo rientra anche il servizio di raccolta dei rifiuti nelle sedi della Regione Puglia, che secondo l’accusa avrebbe seguito lo stesso schema di affidamento.
L’inchiesta è partita da una dettagliata segnalazione e coinvolge anche la funzionaria regionale Sabrina Della Crociata, la cui posizione è al centro di un procedimento separato.
Le accuse sono attualmente al vaglio del giudice e saranno valutate nell’udienza preliminare, durante la quale verrà deciso se disporre il processo nei confronti degli imputati.
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