Un locale di Barletta sarebbe stato utilizzato come punto di deposito, confezionamento e cessione di sostanze stupefacenti secondo quanto ricostruito dagli investigatori. Per accedere all’interno sarebbe stato necessario bussare quattro volte alla porta, un segnale che avrebbe consentito di identificare i clienti già conosciuti e autorizzati a entrare.
L’indagine della Squadra mobile della Questura di Barletta-Andria-Trani ha portato all’emissione di dieci misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati, tutti barlettani e accusati, a vario titolo, di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti.
Il gip del Tribunale di Trani, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto gli arresti domiciliari per due persone. Per altri tre indagati sono stati stabiliti congiuntamente l’obbligo di dimora nei comuni di residenza e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nei confronti degli altri cinque è stato invece disposto l’obbligo di firma.
L’indagine tra intercettazioni e pedinamenti
L’attività investigativa si è sviluppata tra marzo e giugno 2025 attraverso una serie di strumenti investigativi, tra cui intercettazioni, pedinamenti, appostamenti e servizi di osservazione.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i contatti con i presunti clienti avvenivano innanzitutto per telefono. In alcuni casi sarebbero state utilizzate utenze intestate a cittadini stranieri che, secondo gli accertamenti, sarebbero risultati estranei alle attività contestate.
Una volta raggiunto il locale, l’ingresso sarebbe stato regolato da una modalità precisa: quattro colpi alla porta rappresentavano il segnale per poter accedere all’interno.
Anche nelle conversazioni telefoniche sarebbero stati utilizzati termini convenzionali per fare riferimento alle sostanze. La ketamina sarebbe stata indicata con le parole “key” o “bags”, mentre le pasticche di ecstasy sarebbero state chiamate “caramelle”.
Il blitz nel locale
Gli accertamenti hanno portato gli investigatori a concentrare l’attenzione sul locale, dove sarebbe stata organizzata l’attività di preparazione delle dosi. Durante l’intervento della polizia, gli operatori avrebbero trovato due giovani barlettani di 19 e 23 anni impegnati, secondo l’accusa, nella catalogazione e nella suddivisione delle sostanze destinate alla successiva cessione.
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