Sono stati 985 i reati ambientali accertati nella provincia di Bari nel corso del 2025, un dato che colloca il territorio al sesto posto nella graduatoria nazionale dell’illegalità ambientale. Il quadro emerge dal rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente, che prende in esame i principali fenomeni criminali e illeciti legati alla tutela dell’ambiente.
La Puglia, nel complesso, occupa il terzo posto in Italia con 3.601 reati ambientali, equivalenti al 10,1% del totale nazionale. Davanti alla regione si trovano Campania e Sicilia, rispettivamente con 5.636 e 3.726 reati. La Calabria segue invece con 2.862 casi.
Il rapporto evidenzia inoltre una presenza significativa di altre province pugliesi nelle prime posizioni della classifica nazionale.
Bari tra le province con più illeciti ambientali
Con i suoi 985 casi, Bari si colloca nella parte alta della graduatoria italiana. Il dato provinciale si inserisce in un contesto regionale caratterizzato da numeri rilevanti in diversi settori dell’illegalità ambientale.
Subito dopo Bari, nella classifica delle prime dieci province italiane, compaiono altre due realtà pugliesi. Lecce è ottava con 847 reati, registrando un aumento del 30,6% rispetto al 2024, mentre Foggia si trova al nono posto con 838 casi, in crescita del 16,6%.
Lecce presenta inoltre un dato particolarmente significativo per quanto riguarda gli illeciti amministrativi: con 3.408 contestazioni è infatti la seconda provincia italiana in questa specifica graduatoria.
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