Bari, al via il nuovo Parco della Giustizia: investimento da 405 milioni

Il progetto trasformerà l’area delle ex Casermette Milano e Capozzi con un nuovo polo giudiziario sostenibile, spazi verdi e strutture innovative dedicate alla giustizia

Prende ufficialmente avvio a Bari la realizzazione del Parco della Giustizia, il grande intervento di rigenerazione urbana previsto nell’area delle ex Casermette Milano e Capozzi, nel quartiere Carrassi. L’Agenzia del Demanio ha sottoscritto il contratto con Cobar-Sac, impresa vincitrice della gara europea per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori del nuovo complesso giudiziario.

L’accordo consente di dare continuità a un progetto che negli ultimi anni aveva attraversato diverse fasi di rallentamento a causa dei ricorsi presentati davanti agli organi della giustizia amministrativa. La conclusione dell’iter è arrivata con la conferma della graduatoria della procedura di gara, permettendo così l’avvio del cantiere per la trasformazione dell’area.

L’intero complesso sarà completato in circa due anni e mezzo dall’apertura dei lavori, mentre il primo lotto funzionale dovrebbe essere consegnato entro 19 mesi. Questa prima fase comprenderà il parco urbano e l’edificio destinato a ospitare il Tribunale Penale e la Procura della Repubblica.

Un nuovo polo giudiziario integrato con la città

Il progetto nasce su iniziativa dell’Agenzia del Demanio, che opera come stazione appaltante, su incarico del Ministero della Giustizia, finanziatore dell’intervento, in collaborazione con il Comune di Bari. Il piano complessivo prevede un investimento economico pari a 405 milioni di euro e punta a unire le necessità operative degli uffici giudiziari con un più ampio processo di riqualificazione urbana e ambientale.

La progettazione è stata affidata allo studio Atelier(s) Alfonso Femia, selezionato attraverso un concorso internazionale di progettazione. L’obiettivo è creare un luogo capace di ospitare le attività della giustizia, ma anche di restituire alla comunità un’area oggi destinata a una nuova funzione pubblica.

Il futuro polo potrà accogliere circa 1.800 persone tra magistrati e personale amministrativo, offrendo spazi organizzati secondo criteri di funzionalità, sicurezza e innovazione.

Edifici sostenibili e tecnologie per ridurre i consumi

Uno degli elementi centrali del progetto riguarda la sostenibilità ambientale delle nuove strutture. Gli edifici saranno realizzati secondo i principi Nzeb (nearly Zero Energy Building), lo standard che punta a contenere al minimo il consumo energetico attraverso soluzioni tecnologiche avanzate e una gestione intelligente delle risorse.

Il complesso sarà dotato di impianti fotovoltaici, sistemi per limitare il consumo di acqua e materiali recuperati, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale dell’intervento. Tra le soluzioni previste figurano anche le coperture cool roof, caratterizzate dalla presenza di tetti verdi e superfici capaci di riflettere maggiormente la radiazione solare.

Secondo le stime del progetto, queste misure consentiranno una riduzione delle emissioni di anidride carbonica fino a 71.000 chilogrammi ogni anno, contribuendo al miglioramento dell’efficienza energetica dell’intero complesso.

Strategie contro cambiamenti climatici e rischio sismico

La progettazione del Parco della Giustizia tiene conto anche delle esigenze di adattamento ai cambiamenti climatici e della sicurezza degli edifici. Le strutture saranno sviluppate considerando scenari futuri elaborati su un arco temporale di 70 anni, attraverso dati provenienti dal sistema europeo Copernicus e simulazioni basate sulle informazioni raccolte dalla stazione pluviometrica di Bari.

L’intervento integra quindi aspetti architettonici, ambientali e funzionali, con l’intento di realizzare un’infrastruttura pubblica moderna e capace di rispondere alle esigenze della città nel lungo periodo.

La nascita del Parco della Giustizia rappresenta una delle principali opere di trasformazione urbana previste per Bari, con la riconversione di un’area militare dismessa in un nuovo spazio destinato agli uffici giudiziari, al verde pubblico e alla sostenibilità.

Redazione

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