La Corte di Assise di Appello di Bari ha ridotto sensibilmente le pene nei confronti dei quattro imputati coinvolti nel procedimento per il sequestro e il pestaggio di un uomo. Al centro della vicenda ci sarebbe stato un debito di 1.100 euro legato allāacquisto di droga.
I giudici di secondo grado hanno riconosciuto la prevalenza delle circostanze attenuanti e, sulla base di questa valutazione, hanno rideterminato le pene rispetto a quelle stabilite in primo grado.
La condanna ĆØ stata fissata in dieci anni di reclusione ciascuno. Per Giovanni De Giosa, la pena ĆØ stata invece rideterminata in otto anni e due mesi.
Le contestazioni formulate nei confronti degli imputati riguardano i reati di sequestro di persona a scopo di estorsione e lesioni personali.
Lāuomo sarebbe stato portato in un box situato nel quartiere San Paolo di Bari. Qui, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stato legato a una sedia e sottoposto a ripetute aggressioni fisiche. Il denaro avrebbe rappresentato la condizione posta per ottenere la liberazione. Il sequestro, sempre secondo la ricostruzione accusatoria, si sarebbe protratto per diverse ore, durante le quali la vittima sarebbe stata sottoposta a violenze con lāobiettivo di ottenere la somma richiesta.
Dopo la consegna dei 1.100 euro, lāuomo sarebbe stato liberato. Le violenze subite gli avrebbero provocato diversi traumi fisici, interessando la spalla, lāavambraccio, il gomito, una mano e una caviglia.
La sentenza di secondo grado, tuttavia, non ĆØ ancora definitiva. Il procedimento potrebbe dunque proseguire nei successivi gradi di giudizio previsti dallāordinamento.
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