A Bari Vecchia si sta registrando un fenomeno in apparente contraddizione: l’aumento di bed and breakfast e, allo stesso tempo, una crescita del numero di residenti. Questa dinamica ha attirato l’attenzione dell’amministrazione comunale, che ha deciso di avviare un’indagine approfondita per fare chiarezza sulla situazione e trovare possibili soluzioni. L’obiettivo del Comune è quello di monitorare l’esplosione degli affitti brevi, confrontando i dati ufficiali con quelli degli archivi della ripartizione Tributi per verificare eventuali discrepanze.
Secondo le dichiarazioni di Michele Fanelli, rappresentante del Circolo Acli Dalfino, la situazione degli sfratti sta peggiorando di giorno in giorno. Molte case, infatti, vengono destinate all’uso turistico, lasciando meno disponibilità di abitazioni per i residenti stabili. Questo trend, se non controllato, potrebbe compromettere l’equilibrio del tessuto sociale della città vecchia, trasformando un quartiere storico in una zona dedicata esclusivamente al turismo, a discapito dei cittadini che da anni vi abitano.
L’amministrazione comunale, preoccupata per il crescente numero di B&B e case vacanze, ha deciso di incrociare i dati relativi agli affitti brevi con quelli delle tasse comunali. L’intento è verificare la correttezza delle dichiarazioni e accertare che tutte le strutture rispettino le normative vigenti. Questo controllo incrociato punta anche a identificare eventuali irregolarità fiscali e abusi edilizi che potrebbero essere legati a questo boom turistico.
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