Due buste contenenti proiettili e messaggi intimidatori sono state recapitate nei mesi scorsi alla giudice barese Concetta Potito. L’episodio, rimasto finora riservato, è stato reso pubblico oggi, 6 novembre, dalla giunta esecutiva sezionale dell’Associazione nazionale magistrati di Bari.
All’interno delle due buste sarebbe stato inserito un proiettile per ciascuna. Secondo quanto riferito dall’Anm, uno dei due sarebbe compatibile con un’arma da guerra.
L’organismo dei magistrati baresi ha espresso alla collega “piena e affettuosa solidarietà”, definendo l’accaduto un grave atto intimidatorio.
Due buste con proiettili e frasi minacciose
Il materiale ricevuto dalla magistrata comprendeva due proiettili di calibro differente e messaggi dal contenuto intimidatorio. Concetta Potito ha alle spalle una lunga esperienza nella magistratura civile ed è stata anche presidente della giunta distrettuale dell’Anm.
La vicenda è rimasta sotto traccia per diversi mesi, fino alla decisione dell’Associazione nazionale magistrati di rendere noto l’episodio.
L’Anm: “Intento inequivocabile”
Nella nota diffusa oggi, la giunta dei magistrati baresi interpreta il gesto come un’intimidazione diretta alla funzione giudiziaria.
“Per natura e modalità il gesto rivela un intento inequivocabile: colpire l’indipendenza della funzione giudiziaria e indurre chi la esercita a sentirsi solo ed esposto”, si legge nel comunicato.
L’Anm sottolinea quindi non soltanto la gravità delle minacce rivolte alla singola magistrata, ma il loro possibile significato nei confronti dell’intero esercizio della giurisdizione.
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