Sono aperte le iscrizioni al Centro ludico per la prima infanzia del Municipio I di Bari per l’anno educativo 2026-2027. Le famiglie interessate potranno presentare la domanda esclusivamente online fino alle ore 12 del 31 agosto, attraverso le procedure previste dal Comune.
Il servizio educativo prenderà il via il 1° ottobre 2026 e proseguirà fino al 30 giugno 2027, offrendo un supporto alle famiglie con bambini nella fascia d’età compresa tra i primi mesi di vita e i tre anni.
La sede e i destinatari del progetto
Il Centro ludico sarà ospitato all’interno del plesso scolastico “Melo da Bari”, in via Maggiore Turitto 1, nel territorio del Municipio I.
L’attività è rivolta principalmente:
- alle famiglie residenti nel Comune di Bari;
- ai nuclei familiari già seguiti dai servizi sociali territoriali.
La struttura accoglierà bambine e bambini dai 3 ai 36 mesi, compresi i minori con disabilità appartenenti alla stessa fascia d’età, garantendo un percorso educativo basato sull’inclusione e sulla partecipazione.
Due turni per organizzare la frequenza
Le attività del centro saranno organizzate su due fasce orarie:
- turno mattutino;
- turno pomeridiano.
Le famiglie dovranno scegliere uno dei due periodi di frequenza: il Comune specifica infatti che la partecipazione al turno della mattina esclude quella del pomeriggio e viceversa.
La suddivisione permette di ampliare le possibilità di accesso al servizio e di rispondere alle diverse esigenze organizzative dei nuclei familiari.
Un sostegno alla conciliazione tra famiglia e lavoro
L’assessore comunale alla Giustizia, Benessere sociale e Diritti civili, Michelangelo Cavone, ha evidenziato il valore sociale del progetto, sottolineando il ruolo dei servizi dedicati alla prima infanzia.
“Investire nella prima infanzia significa investire nel futuro della nostra comunità”, ha dichiarato Cavone, spiegando che strutture come il Centro ludico rappresentano un aiuto concreto per le famiglie nella gestione dei tempi di vita e lavoro.
Secondo l’assessore, questi spazi non svolgono soltanto una funzione assistenziale, ma rappresentano veri e propri ambienti educativi dove i bambini possono sviluppare capacità relazionali, autonomia e nuove competenze.
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