Arresti a Molfetta: ai domiciliari il sindaco Tommaso Minervini

Indagini su appalti pilotati e scambi di favori elettorali coinvolgono anche dirigenti comunali e imprenditori

Arresti domiciliari per il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, accusato dalla procura di Trani, di essere coinvolto in un sistema di presunti illeciti nelle gare d’appalto. Il provvedimento è stato firmato dalla gip Marina Chiddo, a seguito di un’indagine che ha fatto emergere rapporti sospetti tra esponenti della pubblica amministrazione e imprenditori locali.

Il primo cittadino era già stato interrogato lo scorso 2 maggio, insieme ad altre sette persone. Tra queste figura anche Lidia De Leonardis, dirigente del Comune di Molfetta, finita anch’essa ai domiciliari. L’inchiesta ipotizza un sistema collaudato in cui, in cambio di sostegno politico-elettorale, venivano garantiti vantaggi in ambito amministrativo, tra cui l’aggiudicazione di appalti pubblici.

Il provvedimento giudiziario non si è limitato agli arresti: sono stati disposti anche un anno di interdizione dai pubblici uffici per altri due dirigenti comunali. Coinvolto anche un ex luogotenente della Guardia di Finanza, per cui è stata emessa una misura analoga. A completare il quadro, un imprenditore operante nel settore portuale è stato colpito dal divieto di stipulare contratti con la Pubblica Amministrazione.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le accuse spaziano tra diversi capi d’imputazione: corruzione, turbativa d’asta, peculato e falso in atto pubblico. Gli atti acquisiti dalla magistratura includono documenti amministrativi, comunicazioni e intercettazioni, che farebbero luce su un presunto intreccio di interessi illeciti volto a condizionare le dinamiche amministrative del Comune.

L’inchiesta rappresenta un duro colpo per l’amministrazione comunale e apre scenari preoccupanti sul sistema di gestione della cosa pubblica nella città pugliese. Le autorità giudiziarie continuano a indagare per delineare l’ampiezza del fenomeno corruttivo e individuare eventuali ulteriori responsabili.

Redazione

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