Un 33enne barese è stato identificato e indagato dalla polizia per una serie di atti vandalici che hanno colpito diverse istituzioni pubbliche e private di Bari. Le indagini, avviate dalla Procura di Bari, hanno coinvolto il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica “Puglia” e il Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica.
Secondo le accuse, l’uomo è ritenuto responsabile di almeno 13 episodi di deturpamento avvenuti tra ottobre 2023 e aprile 2024. Le azioni vandaliche hanno interessato scuole, edifici pubblici e sedi di enti privati, tra cui l’ingresso monumentale del cimitero di Bari e diverse istituzioni scolastiche e bancarie.
Gli atti vandalici sono stati compiuti con vernice rossa e collegati al movimento di protesta “ViVi”, noto per la sua opposizione alle campagne vaccinali durante la pandemia da Covid-19. Nel tempo, il movimento ha ampliato il suo raggio di protesta a temi come l’“Agenda 2030” e l’identità digitale, contestando le scelte politiche ritenute liberticide.
Durante le perquisizioni, la polizia ha sequestrato apparecchiature informatiche, bombolette spray di vernice rossa, estintori modificati, parrucche e abbigliamento usato per mimetizzarsi. Inoltre, sono stati eseguiti altri tre decreti di perquisizione nei confronti di individui residenti nelle province di Bari e Lecce, anch’essi indagati per i medesimi reati. Il materiale sequestrato sarà sottoposto ad analisi.
Le operazioni sono state condotte con la collaborazione della DIGOS di Bari e Lecce, evidenziando un’azione coordinata tra diverse forze dell’ordine per contrastare efficacemente il fenomeno dei vandalismi.
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