Momenti di forte tensione si sono verificati il 17 febbraio allāinterno della casa circondariale di Bari, dove un detenuto cinquantenne di nazionalitĆ italiana, ristretto per reati gravi, ĆØ stato protagonista di un episodio che ha richiesto lāintervento degli agenti della polizia penitenziaria. Lāuomo, dopo essere stato accompagnato in ospedale per un presunto malore, avrebbe reagito con violenza al momento del rientro in istituto, venendo infine denunciato.
Secondo quanto ricostruito, tutto sarebbe iniziato con la segnalazione di un improvviso malessere accusato dal detenuto allāinterno della struttura penitenziaria. I sanitari del carcere, intervenuti per una prima valutazione clinica, avrebbero disposto il trasferimento urgente al Policlinico di Bari per ulteriori accertamenti, ritenendo opportuno un approfondimento diagnostico in ambiente ospedaliero. Il trasferimento ĆØ avvenuto sotto scorta, come previsto dalle procedure di sicurezza.
Una volta giunto presso il nosocomio barese, tuttavia, gli accertamenti medici non avrebbero evidenziato problematiche tali da giustificare un ricovero. I medici avrebbero escluso la presenza di reali condizioni di emergenza, disponendo quindi le dimissioni e il conseguente rientro immediato del detenuto nella casa circondariale.
Ć proprio durante questa fase che la situazione sarebbe precipitata. Al momento di scendere dal mezzo della scorta, lāuomo si sarebbe improvvisamente scagliato contro un ispettore e due agenti della polizia penitenziaria, nel tentativo di sottrarsi alla custodia. Lāaggressione avrebbe colto di sorpresa gli operatori, che sono comunque riusciti a contenere il detenuto dopo attimi di concitazione. Lāintervento si ĆØ rivelato particolarmente complesso anche a causa della corporatura dellāuomo, che avrebbe opposto resistenza nel tentativo di divincolarsi.
Dopo essere stato immobilizzato e nuovamente ammanettato, il cinquantenne ĆØ stato denunciato per lāaggressione ai danni del personale in servizio. Resta ancora da chiarire se il gesto fosse finalizzato a un vero e proprio tentativo di evasione oppure se si sia trattato di una reazione improvvisa e isolata. Tuttavia, la dinamica dei fatti, avvenuta proprio nel momento del rientro in carcere, ha fatto ipotizzare lāintenzione di sottrarsi alla custodia.
Sullāepisodio ĆØ intervenuto anche Domenico Mastrulli, segretario generale del Cosp Bari, che ha evidenziato le criticitĆ legate alla sicurezza e allāorganico. In dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa locali, il sindacalista ha sottolineato come non sia ancora possibile affermare con certezza la natura del gesto, ma ha rimarcato che le circostanze lascerebbero presumere un possibile tentativo di fuga.
Mastrulli ha inoltre acceso i riflettori sulla situazione del personale, parlando di una significativa carenza di agenti allāinterno dellāistituto barese. Secondo il sindacato, mancherebbero circa 80 unitĆ di polizia penitenziaria, un deficit che inciderebbe sulla gestione quotidiana della sicurezza. Il rappresentante sindacale ha invitato a riflettere sulle possibili conseguenze qualora lāazione fosse riuscita, considerando che la struttura si trova in una zona centrale della cittĆ , caratterizzata da traffico intenso e alta frequentazione.
Lāepisodio riporta al centro dellāattenzione il tema delle condizioni operative negli istituti penitenziari e della necessitĆ di garantire adeguati livelli di sicurezza, sia per il personale sia per la collettivitĆ . Il sindacato ha quindi rivolto un appello alle istituzioni, chiedendo interventi concreti e un potenziamento dellāorganico, affinchĆ© situazioni analoghe possano essere gestite con maggiore efficacia e prevenute attraverso un rafforzamento strutturale del sistema.
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