Bari, tenta di incendiare l’ex moglie dopo averla cosparsa di alcol: arrestato

La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo accusato di tentato femminicidio e maltrattamenti. Le indagini hanno fatto emergere un presunto quadro di violenze domestiche, anche davanti ai figli minorenni della coppia

Un presunto passato di violenze fisiche, intimidazioni e comportamenti vessatori avrebbe preceduto il grave episodio avvenuto nel centro di Bari, dove una donna ha rischiato di morire dopo essere stata cosparsa di alcol dall’ex marito. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti relativi a reati contro la persona e il patrimonio, è stato raggiunto da un provvedimento restrittivo con le accuse di tentato femminicidio e maltrattamenti contro familiari o conviventi.

L’arresto è stato eseguito dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Bari il 16 ottobre, in seguito a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale del capoluogo pugliese.

La misura è arrivata al termine dei primi approfondimenti investigativi, avviati dopo un’aggressione segnalata il 9 ottobre in una strada cittadina. Gli elementi raccolti dagli investigatori hanno consentito alla Procura di richiedere l’applicazione della misura cautelare nei confronti dell’indagato.

Le violenze domestiche e gli episodi davanti ai figli minorenni

Gli accertamenti della Polizia di Stato non si sono limitati alla ricostruzione dell’ultimo episodio. Attraverso le dichiarazioni della vittima e gli ulteriori elementi acquisiti, gli investigatori hanno delineato un presunto contesto di maltrattamenti prolungati nel tempo, che avrebbe avuto origine già durante la convivenza della coppia.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la donna sarebbe stata sottoposta ripetutamente a comportamenti aggressivi, pressioni psicologiche e violenze fisiche. Una situazione che, stando alla ricostruzione investigativa, sarebbe proseguita nel tempo, compromettendo la serenità e la sicurezza della vittima.

Particolarmente rilevante è la circostanza che alcuni degli episodi contestati sarebbero avvenuti anche alla presenza dei due figli minorenni dell’ex coppia. Un elemento preso in considerazione dagli inquirenti nella valutazione del quadro complessivo delle condotte attribuite all’uomo.

Le dichiarazioni raccolte hanno quindi permesso di approfondire una vicenda che, secondo l’ipotesi accusatoria, non sarebbe riconducibile a un singolo episodio di aggressività, ma a una successione di comportamenti violenti.

L’aggressione del 9 ottobre e il tentativo di appiccare il fuoco

Il momento più drammatico della vicenda si sarebbe verificato il 9 ottobre, quando l’indagato avrebbe versato una sostanza alcolica sul corpo dell’ex moglie, cercando successivamente di incendiarla mediante un accendino.

In base alla ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe tentato di provocare l’innesco delle fiamme partendo dal pavimento. Durante l’azione, tuttavia, l’accendino gli sarebbe sfuggito dalle mani, finendo a terra.

Ne sarebbe scaturito un breve scontro fisico tra i due. La situazione avrebbe poi assunto sviluppi ulteriormente drammatici.

Secondo quanto riferito dalla Procura, la donna, profondamente provata dalla situazione e dalle presunte vessazioni subite, avrebbe recuperato l’accendino e lo avrebbe utilizzato per dare fuoco a se stessa.

Una sequenza di eventi particolarmente grave, sulla quale gli investigatori hanno concentrato gli approfondimenti per chiarire le responsabilità dell’indagato e ricostruire con precisione quanto accaduto.

L’intervento della sorella evita conseguenze tragiche

A impedire che l’episodio avesse un esito fatale sarebbe stato il tempestivo intervento della sorella della vittima, arrivata proprio mentre si stava consumando la drammatica scena.

La donna avrebbe reagito immediatamente, accompagnando la sorella verso un rubinetto e utilizzando l’acqua per spegnere le fiamme che avevano interessato la parte superiore del corpo.

In particolare, avrebbe posizionato la testa e il busto della vittima sotto il getto d’acqua, riuscendo a interrompere la combustione.

Un intervento determinante che, secondo quanto ricostruito, avrebbe scongiurato conseguenze ben più gravi.

L’accaduto ha fatto scattare l’intervento della Squadra Mobile, chiamata a verificare le circostanze dell’aggressione e ad avviare gli accertamenti necessari.

Le immagini dell’aggressione acquisite dalla Polizia

Un contributo importante alle indagini è arrivato dall’analisi delle registrazioni video disponibili.

Gli agenti hanno infatti acquisito filmati che avrebbero documentato l’intera sequenza dell’episodio, esaminandoli insieme alla denuncia presentata dalla donna.

Le immagini hanno rappresentato un elemento utile per verificare la dinamica dei fatti e confrontarla con le testimonianze e le dichiarazioni raccolte durante l’attività investigativa.

La Squadra Mobile ha successivamente trasmesso alla Procura della Repubblica di Bari un’informativa contenente gli esiti degli accertamenti e gli elementi emersi a carico dell’indagato.

Sulla base del materiale acquisito, il pubblico ministero ha avanzato la richiesta di custodia cautelare, successivamente accolta dal giudice per le indagini preliminari.

Custodia cautelare in carcere: l’uomo rintracciato nella sua abitazione

Il provvedimento giudiziario è stato emesso il 16 ottobre. Nella stessa giornata, gli investigatori hanno individuato l’uomo presso la sua abitazione, procedendo all’esecuzione dell’ordinanza.

Per l’indagato è stata quindi disposta la custodia cautelare in carcere, nell’ambito del procedimento relativo alle contestazioni di tentato femminicidio e maltrattamenti.

La vicenda resta attualmente nella fase delle indagini preliminari. Le accuse formulate dagli inquirenti dovranno essere sottoposte alle successive verifiche previste dall’ordinamento giudiziario.

La responsabilità penale dell’uomo non è stata accertata in via definitiva e dovrà essere valutata nel corso del procedimento, nel pieno rispetto del diritto di difesa e del principio di presunzione di innocenza.

Redazione

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