Rapina tir nel barese, emergono nuovi dettagli sul colpo

Indagini sul possibile uso di jammer e su un secondo mezzo per il trasporto della refurtiva

Emergono nuovi particolari sulla rapina al tir avvenuta il 1º aprile nei pressi di Bari, dove un gruppo di banditi ha fermato il mezzo fingendo un controllo delle forze dell’ordine. Il camion, appartenente a un’azienda di Polignano a Mare, è stato ritrovato poco dopo vicino a Ostuni, lungo la statale 379.

Dal mezzo sarebbero stati sottratti 66 bancali di merce, in gran parte prodotti alimentari, tra cui forme di grana. Solo una piccola parte del carico è rimasta a bordo.

Tra gli elementi più importanti su cui si concentrano le indagini c’è il malfunzionamento del Gps, che avrebbe smesso di funzionare a tratti. Questo fa pensare all’uso di un jammer, un dispositivo capace di bloccare i segnali e spesso utilizzato in azioni criminali organizzate.

Un altro punto da chiarire riguarda il trasferimento della merce. È difficile che una quantità così grande sia stata scaricata rapidamente senza supporti, per questo si ipotizza l’uso di un secondo camion per il trasporto.

Nel frattempo è stata trovata anche un’auto bruciata, un’Alfa Romeo Giulietta bianca, tra Noicattaro e Mola di Bari. Potrebbe essere stata usata per fermare il tir e poi distrutta per cancellare le tracce.

Le indagini sono ancora in corso per ricostruire l’intera dinamica e individuare i responsabili, con il lavoro della Polizia Stradale di Brindisi impegnata sul caso.

Redazione

Seguici su

Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Altre notizie