Con l’arrivo dell’autunno e delle prime piogge, le associazioni sportive di Bari si trovano ad affrontare nuove difficoltà legate alla chiusura prolungata del Palazzetto di San Pio, oggetto di un importante intervento di riqualificazione. La struttura, punto di riferimento per numerose discipline, non sarà disponibile fino all’inizio del 2026, rendendo impossibile lo svolgimento degli allenamenti al coperto.
Il problema si è acuito nelle ultime settimane, quando le condizioni meteorologiche hanno costretto diverse squadre ad annullare le attività all’aperto, generando malcontento tra famiglie e allenatori. Il disagio è stato evidenziato anche dal comitato cittadino e da associazioni locali, che segnalano un impatto diretto sulla preparazione sportiva di giovani atleti, come nel caso della squadra di pallavolo femminile Primadonna Bari Volley, in attesa dell’inizio del campionato di Serie C.
Le attività sportive scolastiche e dilettantistiche, comprese quelle di pallavolo, basket e pattinaggio, si svolgevano regolarmente nel palazzetto prima dell’avvio del cantiere. Con la chiusura forzata, l’unica alternativa momentaneamente ipotizzata è l’utilizzo della palestra del plesso Aldo Moro, facente parte dell’Istituto comprensivo Aristide Gabelli. Tuttavia, questa possibilità non è ancora operativa, poiché richiede l’approvazione formale da parte del Consiglio d’istituto e la successiva definizione burocratica da parte del Municipio.
Nonostante l’amministrazione comunale abbia attivato un’interlocuzione con l’Istituto su indicazione del sindaco Leccese, al momento non esiste una data certa per l’avvio delle attività nella nuova sede.
Anche le attività agonistiche restano escluse dalle possibili soluzioni temporanee, poiché la palestra scolastica potrebbe essere destinata solo a corsi non competitivi. Nel frattempo, si ipotizza il trasferimento delle atlete del Primadonna Bari Volley al PalaLaforgia, nel quartiere San Paolo, ma anche questa opzione non è stata ufficialmente confermata.
A complicare ulteriormente la situazione c’è il fatto che molte delle attività delle associazioni si svolgono in spazi esterni, oggi inutilizzabili con il maltempo. L’assenza di un’alternativa coperta rende imprevedibile la programmazione degli allenamenti, che dipendono interamente dalle condizioni climatiche.
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