Sarà la Corte d’assise di Bari a giudicare gli imputati coinvolti nell’inchiesta sull’omicidio di Raffaele Capriati, detto “Lello”, nipote del capoclan di Bari Vecchia Tonino Capriati. La Direzione distrettuale antimafia ha ottenuto il giudizio immediato per gli undici indagati, con il processo che prenderà il via l’8 settembre.
Al centro del procedimento c’è l’agguato avvenuto la sera del 1° aprile 2024 a Torre a Mare. Capriati venne ucciso con quattro colpi di pistola in un episodio che, secondo gli inquirenti, si inserisce nella storica contrapposizione tra il clan Capriati e il clan Strisciuglio per il controllo delle attività criminali sul territorio barese.
Per il delitto saranno processati Luca Marinelli, 47 anni, e Nunzio Losacco, 30 anni, indicati come i presunti esecutori materiali dell’omicidio.
L’inchiesta comprende anche altri episodi. Tra gli imputati figurano infatti i figli della vittima, Sabino e Christian Capriati, accusati insieme a Onofrio Lorusso di aver tentato di uccidere alcuni appartenenti al clan rivale Strisciuglio. I fatti contestati risalgono alla stessa notte in cui Christian Capriati avrebbe ricevuto minacce.
Tra le accuse emerge anche quella nei confronti di Ivan Caruso, ritenuto responsabile di aver minacciato Christian Capriati all’interno di una discoteca cittadina pochi giorni prima dell’omicidio. Caruso e il fratello Angelo rispondono inoltre di spaccio di droga.
Un altro filone investigativo riguarda il presunto utilizzo di telefoni cellulari nel carcere di Bari. Per questa vicenda sono imputati Marinelli, Domenico Strisciuglio e Francesco Menolascina.
Completano il quadro altri quattro imputati accusati di reati legati alla detenzione di armi e sostanze stupefacenti, nell’ambito di un’inchiesta che punta a ricostruire diversi episodi collegati alle dinamiche della criminalità organizzata barese.
Seguici su
Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.