La Regione Puglia registra un significativo avanzamento nel piano dedicato alla riduzione delle liste d’attesa sanitarie, con numeri che evidenziano un’accelerazione concreta già nei primi mesi di attuazione. A circa due mesi dall’avvio del programma, sono state anticipate circa 65mila prestazioni, un dato che testimonia l’efficacia delle strategie adottate per migliorare l’accesso ai servizi sanitari.
Parallelamente, l’attività di contatto dei pazienti ha raggiunto livelli elevati: oltre 127mila persone sono state richiamate, di cui la maggioranza per visite ed esami diagnostici e una quota minore per ricoveri ospedalieri. Questo processo ha consentito di anticipare appuntamenti già programmati, riducendo sensibilmente i tempi di attesa.
Un elemento rilevante riguarda il superamento degli obiettivi fissati. Il target assegnato alle aziende sanitarie è stato raggiunto e oltrepassato con tre mesi di anticipo, segnando un risultato che rafforza l’efficacia del sistema di recall adottato. Nel dettaglio, sono stati anticipati oltre 62mila esami e visite e più di 2mila interventi chirurgici.
Tra le prestazioni erogate, spiccano quelle di specialistica ambulatoriale, con oltre 54mila attività completate. Una quota significativa, pari al 67%, ha riguardato prestazioni con priorità elevata, contrassegnate dai codici U e B, con un anticipo medio rispettivamente di 70 e 83 giorni. Questo dato evidenzia l’impatto diretto del piano sui casi più urgenti.
Analizzando la tipologia delle prestazioni, emerge che il 38% ha riguardato prime visite specialistiche, mentre il 41% ha interessato esami di diagnostica per immagini come radiografie, ecografie, TAC e risonanze magnetiche. Tra le richieste più frequenti figurano la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma, l’ecografia addominale completa e la visita urologica.
Non sono mancati i casi di rifiuto dell’anticipo: complessivamente sono stati registrati oltre 36mila “no”. La maggior parte degli utenti ha scelto di mantenere l’appuntamento originario, mentre una parte ha rinunciato perché aveva già effettuato la prestazione o perché non la riteneva più necessaria. Questo fenomeno evidenzia l’importanza di un aggiornamento costante delle prenotazioni.
Nel frattempo, il piano regionale ha iniziato a intervenire anche sulle prestazioni programmate per gli anni successivi. Circa il 29% delle visite ed esami erogati riguarda prescrizioni del 2026, con un recupero che ha incluso migliaia di appuntamenti inizialmente previsti tra il 2027 e il 2029. Un’azione che amplia l’impatto del programma oltre il breve periodo.
Un altro fronte strategico riguarda il monitoraggio delle prescrizioni. Nei primi mesi dell’anno si è osservata una riduzione delle richieste con priorità elevata, segno di un possibile miglioramento nell’appropriatezza clinica. Tuttavia, alcune verifiche hanno evidenziato criticità, come centinaia di prescrizioni urgenti prive di adeguata indicazione clinica.
Sulla base dei risultati raggiunti, la Regione ha già avviato la cosiddetta “fase 2” del piano. L’obiettivo è consolidare i progressi ottenuti e intervenire in modo più strutturato sull’organizzazione del sistema sanitario. Le nuove azioni si concentreranno sull’appropriatezza prescrittiva, sull’adozione di linee guida condivise e su attività di audit, oltre a percorsi dedicati ai pazienti più fragili.
Nel contesto sanitario regionale si inseriscono anche interventi sul personale. Recentemente sono stati sbloccati 44 milioni di euro destinati alle indennità per gli operatori dei pronto soccorso, una misura che punta a sostenere uno dei settori più sotto pressione del sistema.
Resta aperto, tuttavia, il tema del bilancio sanitario. La Regione è impegnata nella gestione di un disavanzo significativo, pari a 369 milioni di euro. Tra le ipotesi in valutazione figurano interventi straordinari per riequilibrare i conti, inclusa la possibilità di agire sulla leva fiscale, come l’eventuale aumento dell’Irpef.
Nel complesso, i dati mostrano un sistema in evoluzione, impegnato a ridurre le attese e migliorare l’efficienza, pur dovendo affrontare sfide economiche e organizzative di rilievo.
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