Bari si prepara ad accogliere, nella mattinata di domani, la Life Support, la nave di Emergency impegnata in operazioni di soccorso nel Mediterraneo. A bordo ci sono 120 migranti tratti in salvo in due distinte operazioni nelle acque internazionali della zona SAR libica.
Gli interventi di soccorso
I soccorsi sono avvenuti tra la notte del 2 dicembre e la mattina del 3 dicembre. In entrambe le operazioni, i soccorritori hanno individuato due gommoni sovraffollati, privi di dispositivi di sicurezza e inadatti a fronteggiare la traversata del Mediterraneo. Il primo intervento ha portato al salvataggio di 32 uomini (di cui 7 minori non accompagnati e 3 bambini con almeno un familiare), e 15 donne, tra cui 3 bambine e 2 donne in gravidanza. Il secondo intervento ha riguardato 73 persone: 57 uomini e 16 donne, tra cui 14 minori non accompagnati, 1 bambino accompagnato, 2 ragazze che viaggiano da sole, 1 bambina e 5 donne in gravidanza.
Le condizioni dei migranti
I migranti provengono da Gambia, Guinea Bissau, Nigeria, Sud Sudan, Niger, Senegal, Camerun, Ghana e Costa d’Avorio, paesi segnati da conflitti, povertà, instabilità politica e crisi climatiche. A bordo della nave sono presenti 31 donne e 31 minori. Secondo quanto riferito da Serena Buzzetti, medical team leader a bordo, le condizioni di salute dei migranti sono molto precarie: sono disidratati e debilitati, molti soffrono a causa del mare mosso. Diverse persone fragili sono presenti a bordo, tra cui 7 donne incinte e 8 bambini, il più piccolo dei quali ha solo due mesi.
“Abbiamo a bordo persone molto provate, ma stiamo monitorando le loro condizioni e proseguendo con le cure necessarie. Le donne incinte, in particolare, necessitano di un controllo ginecologico approfondito, mentre il personale sanitario è costantemente impegnato a fornire assistenza”, ha dichiarato Buzzetti.
Un soccorso vitale
Il soccorso delle persone a bordo della Life Support rappresenta una delle tante operazioni che Emergency porta avanti da anni per salvare vite nel Mediterraneo, un mare sempre più tragico per chi fugge da conflitti e povertà.
L’arrivo della nave nel porto di Bari segna l’ennesima testimonianza della necessità di rispondere alla crisi migratoria con solidarietà e assistenza, in attesa di un futuro più sicuro per tutti.
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