Evasione e abusivismo nel settore turistico a Bari: una sfida persistente

Situazione critica nel turismo barese: abusivismo e bassa occupazione negli hotel

Il turismo a Bari affronta una sfida continua con l’evasione fiscale e l’abusivismo nel settore ricettivo. Secondo i dati forniti da Francesco Caizzi, vice presidente nazionale e leader barese e pugliese della Federalberghi, la situazione non mostra segni di miglioramento. In novembre, l’evasione della tassa di soggiorno si attesta ancora al 50%, una cifra allarmante che segue la tendenza osservata nel mese di ottobre, il primo mese di applicazione della tassa.

L’abusivismo è un’altra problematica significativa. Nonostante il lieve aumento delle strutture registrate sulla piattaforma Paytourist da ottobre a novembre, con un totale di 1.887 strutture, di cui 1.190 per le locazioni brevi, rimane una grande porzione di operatori non registrati. Caizzi sottolinea che più di 1.300 strutture operano ancora al di fuori della legalità, non solo evitando il pagamento della tassa di soggiorno ma creando anche una concorrenza sleale per gli operatori legali.

In questo contesto, le strutture alberghiere soffrono particolarmente, con un riempimento medio che si attesta solo al 40%. Questo dato riflette un calo nelle presenze rispetto all’anno precedente. La situazione è aggravata dalla presenza di oltre 2.500 strutture proposte su Airbnb, che contribuiscono alla saturazione del mercato e alla concorrenza sleale.

Redazione

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