Si apre un nuovo capitolo giudiziario nell’inchiesta sul Gruppo Andidero. Il Gup del Tribunale di Bari, dott. Giuseppe De Salvatore, ha disposto il rinvio a giudizio per sei persone fisiche e due società, dando così il via al processo che prenderà avvio il 1° dicembre 2026 davanti alla prima sezione penale del tribunale.
Sul banco degli imputati compariranno Vittorio Andidero (classe 1966), Vittoria Andidero (1974), Grazia Barbone (1942), Gioacchino Dell’Olio (1961), Giancarlo Lucrezio (1958) e Marco De Marco (1959). Le due società chiamate in causa come responsabili civili sono la Modoni Buildings srl e la Sigma srl.
L’indagine ruota attorno a un presunto sistema di gestione societaria caratterizzato da falsificazione dei bilanci, occultamento del dissesto e operazioni di distrazione patrimoniale, finalizzate secondo l’accusa a mascherare una situazione economica fortemente compromessa.
Al centro delle contestazioni vi sarebbe una sistematica alterazione delle scritture contabili che avrebbe coinvolto diverse società del gruppo, con l’obiettivo di nascondere perdite e debiti accumulati nel corso degli anni. In particolare, per la GAFI srl, gli inquirenti contestano l’occultamento dello stato di crisi tra il 2015 e il 2022, attraverso omissioni contabili e mancata svalutazione di crediti e immobili.
Secondo l’impianto accusatorio, tali condotte avrebbero determinato un aumento del passivo per oltre 3,7 milioni di euro, oltre a debiti tributari stimati in circa 5,3 milioni di euro. A ciò si aggiungono presunte distrazioni di liquidità a favore di altre società del gruppo.
Ulteriori contestazioni riguardano la MA.BAR. srl, per la quale vengono ipotizzate distrazioni patrimoniali per circa 376 mila euro e condotte di bancarotta preferenziale. In questo caso, secondo l’accusa, alcuni creditori sarebbero stati favoriti durante la fase di procedura concorsuale.
Il quadro complessivo si estende anche alla Modoni Buildings srl, con un presunto aumento del passivo superiore a 5,6 milioni di euro, e alla Impresa Edile Giada srl, che avrebbe registrato perdite non dichiarate per circa 363 mila euro. Anche in questi casi, al centro delle contestazioni vi sarebbe la manipolazione dei bilanci per rappresentare una situazione economica non corrispondente alla realtà.
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