La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni nei confronti di otto persone, nell’ambito di una vasta indagine coordinata dalla Procura di Bari, tra questi figura il sindaco di Gioia del Colle. Le accuse contestate comprendono corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, falso ideologico, turbativa d’asta e traffico illecito di influenze.
Al centro dell’inchiesta vi sarebbe un presunto sistema corruttivo che avrebbe condizionato diverse gare pubbliche, manipolando le procedure di selezione e influenzando le scelte dei contraenti. Le indagini hanno riguardato in particolare alcuni appalti promossi da due Comuni dell’area barese, caratterizzati da modalità operative simili e, secondo gli inquirenti, orchestrati a vantaggio dello stesso imprenditore.
In uno dei casi più emblematici, riferito alla costruzione di una scuola primaria modulare, le indagini avrebbero accertato la condivisione anticipata di informazioni riservate prima ancora della pubblicazione della gara, insieme alla simulazione della redazione di documenti tecnici e di fattibilità da parte dei pubblici ufficiali. Questi ultimi, stando agli accertamenti, avrebbero agito per favorire un’impresa selezionata informalmente in anticipo, ricevendo in cambio vantaggi personali.
L’intera operazione investigativa ha svelato un intreccio di connivenze e accordi occulti tra pubblici ufficiali e soggetti privati, finalizzato a eludere le regole di trasparenza e concorrenza previste dalla normativa sugli appalti pubblici.
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