Bari risponde alla violenza con un presidio antimafia in piazza

Dopo l’ennesima sparatoria, studenti e istituzioni si mobilitano contro la criminalità organizzata

Bari sceglie di non restare a guardare. Dopo l’ultima sparatoria in via Pier l’Eremita, che si inserisce in una sequenza di cinque episodi violenti in meno di un mese, la risposta della città è arrivata da piazza Ferrarese, dove studenti e associazioni sono scesi in strada per dire no alla criminalità organizzata.

Il presidio, promosso da Zona Franka, Udu, Uds e Libera, ha riunito decine di giovani con un messaggio chiaro: “Bari non ha paura delle mafie”. Un segnale forte in un momento in cui la violenza sembra tornare a colpire con frequenza crescente, soprattutto nei quartieri più storici.

Secondo gli organizzatori, non si tratta di episodi isolati. La crescita della criminalità coinvolge sempre più spesso giovanissimi, attratti da dinamiche di potere e riconoscimento. Per questo, la risposta non può limitarsi alla repressione: servono interventi strutturali sul piano educativo, sociale e culturale, con investimenti nei territori più esposti.

Alla manifestazione hanno partecipato anche il sindaco Vito Leccese e il presidente della Regione Antonio Decaro. Il primo ha ribadito la necessità di riappropriarsi degli spazi pubblici senza cedere alla paura, mentre Decaro ha sottolineato come Bari abbia già dimostrato in passato la capacità di reagire.

Nel suo intervento, il presidente ha ricordato Michele Fazio, il sedicenne ucciso per errore nel 2001 durante una faida tra clan. Una ferita ancora aperta, che oggi torna attuale, con gli stessi conflitti criminali che riemergono nei vicoli della città vecchia.

La violenza, hanno evidenziato le istituzioni, si manifesta ormai anche nei luoghi della quotidianità, tra residenti e famiglie. Un fenomeno che richiede una risposta collettiva, non delegabile esclusivamente alle forze dell’ordine.

La mobilitazione in piazza Ferrarese rappresenta così un punto fermo: la lotta alla mafia passa anche dall’impegno civile, dalla presenza attiva dei cittadini e dalla costruzione di alternative concrete per le nuove generazioni.

Sparatorie a Bari, escalation tra clan e paura per San Nicola

 

Redazione

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