Sparatorie a Bari, escalation tra clan e paura per San Nicola

Cinque episodi armati in meno di venti giorni riaccendono la tensione tra Strisciuglio e Capriati, mentre cresce l’allerta per la festa patronale

Ieri sera a Bari quattro colpi di pistola sono stati esplosi in via Pier l’Eremita, mentre i fuochi d’artificio erano in corso. Secondo gli investigatori, il rumore delle esplosioni pirotecniche sarebbe stato utilizzato come copertura, suggerendo un agguato pianificato nei dettagli e non un’azione improvvisata.

Nel corso della sparatoria, una donna di 85 anni è rimasta ferita in modo lieve, colpita di striscio alla fronte mentre si trovava davanti alla propria abitazione. Le sue condizioni non hanno richiesto il ricovero, confermando che non era lei il bersaglio dell’azione. L’obiettivo principale sarebbe invece riuscito a fuggire tra i vicoli del centro storico.

L’episodio rappresenta il quinto attentato registrato in città in meno di venti giorni, delineando un quadro di crescente tensione. Via Pier l’Eremita è considerata una zona di confine tra i clan Strisciuglio e Capriati, storicamente contrapposti, gli inquirenti, perciò, ipotizzano una faida tra le due organizzazioni.

Per comprendere la portata degli eventi, ricostruiamo in ordine progressivo tutti quelli che si sono succeduti durante il mese: Il 9 aprile un 19enne è stato ferito a colpi d’arma da fuoco in viale della Repubblica, davanti a una sala giochi affollata, mentre il 14 aprile un 22enne è stato gambizzato nel quartiere Libertà da sicari in scooter. Tuttavia, il punto di svolta si è verificato nella notte tra il 18 e il 19 aprile, quando Filippo Scavo, 43enne ritenuto vicino al clan Strisciuglio, è stato ucciso in un locale di Bisceglie. La risposta non si sarebbe fatta attendere. Il giorno successivo Kevin Ciocca, ritenuto vicino al clan dei Capriati, è stato ferito a Bari Vecchia. Le indagini suggeriscono che l’intenzione fosse quella di uccidere, ma il giovane si sarebbe salvato anche grazie a circostanze fortuite.

Questa sequenza evidenzia una dinamica di ritorsioni incrociate tipica delle faide mafiose, con una catena di azioni e reazioni che rischia di prolungarsi. Bari Vecchia rappresenta il territorio storico dei Capriati, mentre Carbonara è uno dei punti di riferimento degli Strisciuglio, contribuendo a delineare una geografia precisa dello scontro.

A rendere più complesso il quadro è la dimensione social del conflitto. Messaggi intimidatori e riferimenti espliciti alla vendetta sono comparsi su TikTok, attirando l’attenzione della Direzione Distrettuale Antimafia. In particolare, alcune frasi legate alla festa di San Nicola hanno alimentato il clima di tensione, trasformando i social in una vera e propria estensione della faida. Le nuove generazioni dei clan sembrano utilizzare queste piattaforme per lanciare segnali e minacce.

L’attenzione si concentra ora sulla festa patronale di San Nicola, prevista dal 7 al 9 maggio, periodo in cui il centro storico si riempie di migliaia di persone. Le autorità hanno predisposto un piano straordinario di sicurezza, con controlli intensificati, posti di blocco e una presenza rafforzata delle forze dell’ordine nelle aree più sensibili della città.

Nonostante le rassicurazioni istituzionali, che invitano a non parlare di recrudescenza ma di fenomeni ciclici, il susseguirsi degli eventi e il recente ferimento di una persona innocente alimentano il timore di ulteriori episodi. In un contesto già fragile, la concomitanza con un evento di grande richiamo come la festa di San Nicola rappresenta un banco di prova cruciale per la sicurezza pubblica.

Redazione

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