Il turismo continua a rafforzare il proprio peso nell’economia di Bari, con risultati positivi anche nel pieno dell’estate. Dal 1° al 15 agosto i pernottamenti rilevati attraverso il portale Pay Tourist sono stati 160.475, un dato superiore di quasi 20mila unità rispetto allo stesso intervallo del 2025. In termini percentuali, l’incremento raggiunge il 14,06% su base annua.
La crescita delle presenze ha avuto conseguenze dirette anche sulle entrate comunali. Nelle prime due settimane del mese, infatti, la tassa di soggiorno ha generato un gettito vicino ai 270mila euro. Risorse che l’amministrazione sta destinando anche al miglioramento dei servizi cittadini, in un contesto caratterizzato da un numero sempre maggiore di visitatori.
Tassa di soggiorno destinata anche a pulizia e mobilità
Una parte degli introiti turistici viene utilizzata per sostenere l’igiene urbana. Nel 2025 il Comune ha destinato 1,5 milioni di euro dell’imposta di soggiorno ad Amiu, mentre per il 2026 è previsto un ulteriore stanziamento di 2 milioni.
Secondo l’assessore allo Sviluppo locale Pietro Petruzzelli, queste risorse, insieme alle somme recuperate attraverso il contrasto all’evasione, permetteranno di assorbire l’aumento dei costi legati alla pulizia urbana senza determinare incrementi delle tariffe Tari.
Tra le questioni sulle quali l’amministrazione intende intervenire figura anche il trasporto pubblico. In parallelo alla riorganizzazione delle linee prevista con l’avvio del Brt, uno degli obiettivi è rafforzare i collegamenti tra la città e l’aeroporto, particolarmente importanti nei periodi caratterizzati dai maggiori flussi di viaggiatori.
Il Comune sta inoltre predisponendo un regolamento unitario per taxi e NCC. Tra gli strumenti presi in considerazione ci sono le licenze stagionali, pensate per aumentare il numero dei mezzi disponibili durante i periodi di maggiore domanda. Su questo fronte prosegue il confronto con le associazioni di categoria.
Una strategia per portare visitatori anche durante l’inverno
I risultati di agosto assumono particolare rilievo considerando che Bari non è tradizionalmente identificata come una destinazione esclusivamente balneare. Per l’amministrazione comunale, tuttavia, l’aumento estivo rappresenta soltanto una parte di una strategia più ampia.
La priorità dichiarata è distribuire maggiormente i flussi turistici nell’arco dei dodici mesi, facendo crescere le presenze anche nella stagione invernale e cercando contemporaneamente di mantenere sostenibile lo sviluppo del settore.
In questa prospettiva rientra l’intesa sottoscritta nel 2025 tra Comune di Bari e Aeroporti di Puglia. Il progetto prevede di impiegare una quota delle entrate generate dall’imposta di soggiorno per favorire la trasformazione di alcune rotte stagionali in collegamenti disponibili durante tutto l’anno.
La strategia ha già prodotto alcuni risultati. Nel corso dello scorso inverno sono diventati stabili i voli verso Parigi, Bordeaux, Lione e Belgrado. Per la prossima stagione invernale l’elenco dei collegamenti dovrebbe ampliarsi ulteriormente con Londra e Nizza.
Lo sguardo è rivolto anche alle tratte di più lungo raggio. In vista del 2027, Comune e Aeroporti di Puglia stanno lavorando per rafforzare i collegamenti intercontinentali da Bari, con particolare attenzione alle opportunità offerte dal Nord America e dai mercati asiatici.
L’ampliamento dell’offerta aerea, nelle intenzioni dell’amministrazione, non dovrà produrre vantaggi esclusivamente sul fronte degli arrivi. Una maggiore connettività internazionale viene considerata anche un’opportunità per i residenti e soprattutto per i giovani baresi, che potrebbero disporre di più possibilità di viaggio, studio, lavoro e crescita professionale.
Polonia primo mercato, ma aumenta la diversificazione
La composizione dei visitatori conferma nel frattempo la dimensione sempre più internazionale del turismo barese. La Polonia mantiene il primo posto con il 16,2% delle presenze, una quota sostanzialmente in linea con quella osservata nel 2025.
Gli italiani costituiscono il 14% del totale, registrando una lieve flessione, mentre la Francia raggiunge il 9,2% e occupa la terza posizione. Seguono Romania con il 7,18%, Ungheria con il 6,16% e Germania con il 4,09%, quest’ultima in leggero aumento. La Spagna rimane invece sostanzialmente stabile al 3,3%.
La fotografia dei flussi mostra però come il mercato non sia circoscritto all’Europa orientale. Secondo i dati richiamati da Petruzzelli, i Paesi dell’Est rappresentano complessivamente circa il 35% degli arrivi, mentre la parte restante comprende visitatori provenienti dall’Europa occidentale e da mercati extraeuropei, tra cui Stati Uniti, Brasile e Argentina.
Per Bari si delinea quindi una fase nella quale alla crescita quantitativa delle presenze si affianca il tentativo di consolidare un modello turistico distribuito durante tutto l’anno. Collegamenti internazionali, mobilità urbana, pulizia della città e destagionalizzazione diventano così i principali ambiti sui quali il Comune intende investire le risorse generate dall’espansione del settore.
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