L’agricoltura in Puglia continua a rappresentare uno dei pilastri economici del territorio, ma il suo equilibrio appare sempre più fragile. Nel corso dell’assemblea elettiva di Cia Agricoltori Italiani di Puglia, svoltasi a Bari presso l’Hotel Parco dei Principi, è stata ufficializzata la riconferma di Gennaro Sicolo alla presidenza regionale per i prossimi quattro anni. Un passaggio che segna continuità nella guida del comparto, in una fase caratterizzata da criticità profonde e sfide complesse.
Tra i temi centrali emersi nel confronto, particolare attenzione è stata dedicata alla sicurezza nelle aree rurali e al degrado infrastrutturale. La presenza della criminalità nelle campagne, l’abbandono incontrollato dei rifiuti e una rete viaria insufficiente contribuiscono ad aumentare l’isolamento degli agricoltori, incidendo negativamente sulla qualità del lavoro e sulla competitività delle imprese. In questo contesto, la necessità di interventi strutturali appare sempre più urgente.
Un altro fronte delicato riguarda il contesto internazionale e le politiche agricole europee. Le preoccupazioni legate alla riduzione dei fondi della Politica Agricola Comune (PAC) e agli effetti dell’accordo Mercosur evidenziano il rischio di una competizione non equilibrata, capace di penalizzare le produzioni locali. A ciò si aggiunge la crescente vulnerabilità del territorio ai cambiamenti climatici, con fenomeni meteorologici estremi che mettono sotto pressione l’intero sistema agricolo.
Sul piano ambientale, la gestione delle risorse idriche rappresenta una delle principali criticità. Nonostante le recenti precipitazioni abbiano attenuato il rischio di siccità previsto per il 2025, resta fondamentale sviluppare una strategia a lungo termine per l’approvvigionamento e la distribuzione dell’acqua, attraverso investimenti in infrastrutture e una manutenzione costante del territorio. La gestione degli enti preposti, come i consorzi di bonifica, è stata indicata come un nodo da risolvere per garantire maggiore efficienza.
Il comparto olivicolo, simbolo della produzione agricola pugliese, si trova a vivere una fase particolarmente complessa. Pur detenendo oltre la metà della produzione nazionale di olio d’oliva, la regione fatica a imporsi sui mercati esteri, mostrando un divario significativo rispetto ad altre realtà italiane. Questo squilibrio è aggravato dall’impatto devastante della Xylella, che negli ultimi anni ha compromesso migliaia di ettari di coltivazioni.
Per affrontare l’emergenza fitosanitaria, è stata ribadita la necessità di interventi straordinari. Un piano organico che includa ricerca, prevenzione e reimpianto delle colture è considerato essenziale per superare definitivamente la crisi, insieme alla richiesta di un commissario dedicato e di risorse economiche adeguate per sostenere il settore.
Dal punto di vista economico, i dati mostrano un comparto di grande rilievo: l’agricoltura pugliese contribuisce per circa il 25% al Pil regionale, con un valore della produzione che supera i 4 miliardi di euro e un impatto significativo sull’occupazione. Tuttavia, questi numeri nascondono una fragilità strutturale evidente, testimoniata dalla riduzione delle imprese agricole negli ultimi anni e da un ricambio generazionale insufficiente. La presenza di giovani imprenditori resta limitata, segnale di un settore che fatica ad attrarre nuove energie.
In questo scenario, la diversificazione delle attività agricole emerge come una leva strategica. Lo sviluppo di filiere corte, agriturismi e attività multifunzionali rappresenta un’opportunità concreta per ampliare le fonti di reddito e favorire l’innovazione, contribuendo al tempo stesso alla valorizzazione del territorio.
Sul fronte fiscale, è stata sottolineata l’urgenza di misure specifiche per alleggerire il carico economico sulle imprese. In particolare, viene sostenuta l’introduzione di soluzioni per la gestione delle cartelle pregresse e l’avvio di nuovi interventi di bonifica, considerati fondamentali per migliorare la produttività e la sostenibilità del settore.
La riconferma di Sicolo si inserisce dunque in un contesto complesso, in cui la tenuta dell’agricoltura pugliese dipende dalla capacità di affrontare simultaneamente sfide economiche, ambientali e strutturali. L’impegno dichiarato è quello di mantenere una presenza attiva nei tavoli istituzionali, con l’obiettivo di difendere gli interessi degli agricoltori e promuovere politiche efficaci per il rilancio del comparto.
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