Maltempo in Puglia: ingenti danni alle campagne del Nord Barese

Coldiretti denuncia l’impatto devastante del maltempo sulle coltivazioni, con gravi conseguenze per l’agricoltura locale

Il cambiamento climatico continua a mettere a dura prova l’agricoltura italiana, e le campagne del Nord Barese non fanno eccezione. Nelle scorse ore, una violenta grandinata ha colpito duramente la zona di Ruvo di Puglia, provocando danni ingenti agli oliveti. I chicchi di grandine hanno distrutto le olive e spezzato rami e foglie, compromettendo gravemente la produzione. Secondo quanto riferito da Coldiretti, l’agricoltura è ormai il settore che subisce maggiormente le conseguenze di eventi meteorologici estremi, che si manifestano con sempre maggiore frequenza.

L’associazione degli agricoltori ha sottolineato che le precipitazioni improvvise e i nubifragi violenti sono diventati sempre più comuni in una regione già segnata da caldo estremo e siccità, condizioni che hanno ulteriormente aggravato la situazione. La combinazione di questi fattori ha portato a un’erosione significativa della qualità e della quantità dei raccolti: frutta e verdura risultano scottate, il grano è meno abbondante e il pomodoro da conserva e l’uva da vino hanno subito danni. Inoltre, la carenza di foraggio per il bestiame, dovuta anche agli incendi che hanno colpito i campi, rappresenta un ulteriore problema per gli agricoltori locali.

Coldiretti Puglia chiede una revisione completa del Fondo di Solidarietà Nazionale per le calamità naturali, che al momento non riesce a far fronte alla complessità e alla frequenza degli eventi calamitosi. Il meccanismo attuale, infatti, non offre un sostegno adeguato alle aziende agricole che si trovano ad affrontare perdite significative e ripetute.

Per proteggere e sostenere le produzioni pugliesi, che rappresentano circa il 50% della produzione nazionale di olive, è necessario investire in nuovi impianti olivicoli con varietà italiane e implementare sistemi di irrigazione avanzati. Coldiretti sottolinea l’importanza di creare infrastrutture idriche più efficienti, come la costruzione di invasi e bacini, utilizzando anche le ex cave per raccogliere l’acqua piovana. Questo permetterebbe di gestire meglio le risorse idriche, conservandole quando abbondano e utilizzandole nei periodi di necessità.

L’associazione chiede inoltre un piano strategico nazionale per l’olivicoltura, che valorizzi le aziende agricole attive sul mercato e che contribuiscono all’economia e all’occupazione locale. Parte di questo piano dovrebbe includere anche il recupero degli uliveti abbandonati, che potrebbero essere ripristinati per dare nuovo slancio al settore e al territorio.

Redazione

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