Puglia regione più dinamica: crescita economica e occupazionale dal 2019 al 2023

La Puglia si è distinta come la regione italiana più dinamica nel periodo 2019-2023, con una crescita del 6,1%, superando la media nazionale e quella del Mezzogiorno

Secondo il report della Svimez, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria e del Mezzogiorno, pubblicato oggi, la Puglia ha registrato una crescita economica superiore rispetto ad altre regioni italiane. Nel complesso del periodo 2019-2023, la regione ha evidenziato un aumento del PIL del 6,1%.

Nel 2023, il PIL del Mezzogiorno è cresciuto dell’1,3%, oltre la media nazionale dello 0,9%, grazie soprattutto agli investimenti pubblici. Tuttavia, la Puglia e la Basilicata sono risultate tra le regioni del Sud con la crescita più bassa, pari allo 0,7%. La Svimez ha sottolineato che la performance pugliese è stata influenzata negativamente dalla caduta del valore aggiunto agricolo (-8,7%) e dalla flessione del valore aggiunto industriale (-1,2%).

Nonostante queste difficoltà, la regione ha ottenuto risultati positivi nel complesso del periodo 2019-2023. La Regione Puglia, in una nota, ha evidenziato anche la crescita dell’occupazione

Il tasso di disoccupazione in Puglia è sceso dall’11,2% del primo trimestre del 2023 al 13,4% nello stesso periodo del 2024, quasi tre punti percentuali in meno rispetto alla media del Mezzogiorno (14,1%).

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha sottolineato l’importanza degli sforzi congiunti di lavoratori, imprese, istituzioni, sistema bancario e mondo della formazione e ricerca, che hanno permesso alla regione di affrontare la crisi pandemica con una solida manovra economica regionale. La programmazione dei fondi strutturali 2014-2020 ha movimentato oltre 8,4 miliardi di investimenti, sostenendo il territorio.

L’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Alessandro Delli Noci, ha evidenziato che la manovra del ciclo 2014-2020 ha generato incrementi occupazionali per più di 41mila unità. Il trend di crescita è certificato dall’Istat e l’attenzione è ora concentrata sulla spinta all’innovazione e alla transizione digitale ed energetica per il ciclo 2021-2027.

Redazione

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