Il procedimento giudiziario che vede imputato Michele Schettino, imprenditore brindisino di 51 anni noto come il “re delle Rsa” della sanità privata pugliese, non proseguirà davanti al Tribunale di Bari.
Il giudice ha infatti accolto l’eccezione presentata dalla difesa e ha dichiarato l’incompetenza territoriale del tribunale barese, disponendo la trasmissione degli atti a Roma.
La vicenda riguarda la gestione della cooperativa sociale “Il Salvatore” di Castellana Grotte, che amministrava una residenza per anziani nel territorio di San Donaci, in provincia di Brindisi.
La vicenda della cooperativa
Al centro del procedimento c’è la cooperativa “Il Salvatore Società Cooperativa Sociale”, attualmente in liquidazione. La società aveva tra le proprie attività la gestione della residenza per anziani “Don Lombardo” di San Donaci.
Secondo l’accusa, Schettino avrebbe ricoperto all’interno della cooperativa il ruolo di consigliere e socio. Proprio attraverso questa posizione, secondo la Procura di Bari, nell’ottobre 2023 avrebbe incassato alcune somme versate dagli ospiti della struttura senza successivamente trasferirle nelle casse della cooperativa.
Contestata un’appropriazione da 37.600 euro
Uno dei principali episodi contestati riguarda le rette pagate dagli anziani ospiti della residenza. Secondo la ricostruzione accusatoria, 37.600 euro sarebbero stati incassati senza essere versati alla cooperativa.
La Procura contesta a Schettino un’ipotesi di appropriazione indebita relativa proprio a quelle somme. Le contestazioni dovranno ora essere esaminate nell’ambito del procedimento che proseguirà davanti all’autorità giudiziaria competente.
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