La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ha avanzato una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di un uomo di 42 anni residente nel quartiere Palese, accusato di una serie di condotte che avrebbero profondamente condizionato la quotidianità del padre, un 66enne con problemi di salute.
Le ipotesi di reato contestate sono maltrattamenti in famiglia e atti persecutori. Il procedimento dovrà ora passare al vaglio del Giudice per l’udienza preliminare, al quale è stata trasmessa la richiesta sottoscritta dal pubblico ministero. Il 42enne, allo stato, è sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa. Le contestazioni dovranno essere accertate nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.
Secondo quanto ricostruito durante le indagini, la situazione avrebbe avuto conseguenze rilevanti soprattutto sulle abitudini del padre. L’uomo, assistito dall’associazione Gens Nova, avrebbe lasciato la propria abitazione per trasferirsi a casa dell’altro figlio, nel tentativo di sottrarsi alle continue pressioni. Durante la notte sarebbe arrivato anche a spegnere il telefono cellulare per non ricevere ripetute chiamate.
Le conseguenze sulla quotidianità del padre
Le presunte condotte persecutorie avrebbero determinato nel 66enne un persistente stato di ansia e un concreto timore per la propria sicurezza personale. Una condizione che, secondo l’impostazione accusatoria, avrebbe progressivamente costretto la vittima a modificare in maniera significativa il proprio stile di vita.
Gli episodi contestati sarebbero avvenuti a Bari in un periodo compreso tra il 2023 e giugno 2025. Al centro dell’inchiesta ci sarebbero soprattutto insistenti richieste di denaro rivolte dal 42enne al padre. Le somme, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbero servite all’acquisto di sostanze stupefacenti.
Le richieste non sarebbero state limitate alle ore diurne. Il figlio si sarebbe presentato frequentemente nei pressi dell’abitazione paterna anche durante la notte. In diverse occasioni avrebbe urlato sotto casa, utilizzato ripetutamente citofono e campanello e colpito con forza la porta d’ingresso, provocando nel genitore una situazione di costante preoccupazione.
Gli episodi contestati e il coinvolgimento del fratello
Tra i fatti finiti all’attenzione della magistratura compare anche un episodio nel quale la tensione sarebbe sfociata in una colluttazione tra il 42enne e il padre. Un ulteriore episodio avrebbe invece coinvolto l’altro figlio della vittima.
Nel settembre 2024, in particolare, il fratello dell’indagato sarebbe intervenuto con l’obiettivo di proteggere i genitori durante una delle presunte aggressioni verbali. In quella circostanza, secondo quanto contestato, sarebbe stato colpito al volto con una testata dal 42enne.
La Procura ha ricostruito il quadro attraverso diversi elementi acquisiti nel corso dell’attività investigativa. A sostegno della richiesta di rinvio a giudizio ci sono gli accertamenti compiuti dalla Polizia Giudiziaria, le dichiarazioni rese dal padre e le testimonianze delle persone informate sui fatti.
Nel fascicolo sono confluiti inoltre gli atti relativi all’incidente probatorio. In questa fase è stata raccolta la testimonianza della persona offesa ed è stata eseguita una perizia psichiatrica sull’imputato.
Spetterà adesso al giudice valutare la richiesta formulata dalla Procura e stabilire se vi siano i presupposti per disporre il rinvio a giudizio. Le accuse formulate nei confronti del 42enne rappresentano, in questa fase, ipotesi che dovranno essere verificate nelle successive sedi giudiziarie.
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