Momenti di tensione si sono verificati nella tarda mattinata del 2 ottobre all’interno del carcere di Lecce, dove si sarebbe verificata una violenta rissa tra gruppi di detenuti. A rendere noto l’episodio è stato il Sappe, Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, secondo cui nella vicenda sarebbe rimasto coinvolto anche un agente.
La ricostruzione dell’accaduto è ancora al vaglio delle autorità competenti. Il sindacato riferisce che lo scontro avrebbe coinvolto detenuti riconducibili a due gruppi criminali baresi, indicati come Strisciuglio e Capriati.
L’agente accerchiato e la richiesta di aiuto
Secondo quanto riferito dal Sappe, la situazione sarebbe iniziata nella terza sezione dell’istituto penitenziario. Un gruppo di detenuti avrebbe approfittato della presenza di un solo agente per accerchiarlo e, sempre secondo la versione del sindacato, costringerlo a consegnare le chiavi.
Successivamente alcuni detenuti, che avrebbero avuto con sé bastoni rudimentali, si sarebbero spostati verso l’ingresso del cortile della seconda sezione. È in quel momento che, secondo la ricostruzione fornita dal Sappe, sarebbe iniziato lo scontro tra gruppi contrapposti.
Il confronto tra i detenuti
Il sindacato di polizia penitenziaria parla di una contrapposizione tra detenuti appartenenti a gruppi riconducibili ai clan baresi Strisciuglio e Capriati. Si tratta, al momento, di una ricostruzione riferita dal Sappe e non di un accertamento definitivo sulle appartenenze e sulle motivazioni dei detenuti coinvolti.
L’agente sarebbe comunque riuscito a lanciare l’allarme, consentendo l’arrivo di altri operatori della polizia penitenziaria e interrompendo la situazione di tensione. Dopo l’intervento, il poliziotto, che secondo il sindacato si trovava in un forte stato di agitazione, si sarebbe recato al pronto soccorso per essere sottoposto agli accertamenti sanitari.
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