Mola, pistola clandestina trovata durante un controllo: 36enne ai domiciliari

L’arma, con matricola non censita e una cartuccia calibro 7,65, è stata consegnata ai carabinieri durante un accertamento in una pizzeria

Un controllo dei carabinieri all’interno di una pizzeria di Mola, in provincia di Bari, ha portato all’arresto di un uomo di 36 anni del posto. Al centro degli accertamenti c’è il ritrovamento di una pistola che, secondo quanto emerso durante le verifiche, avrebbe avuto una matricola non censita. L’ipotesi di reato contestata dagli investigatori riguarda la detenzione illegale di un’arma da fuoco clandestina.

Dopo l’arresto eseguito dai militari, la vicenda è arrivata davanti all’autorità giudiziaria. Il gip del Tribunale di Bari, al termine del giudizio direttissimo e su richiesta del pubblico ministero, ha convalidato l’operato dei carabinieri, disponendo nei confronti dell’indagato la misura cautelare degli arresti domiciliari.

La decisione del giudice dopo l’arresto

Il provvedimento cautelare si inserisce in un procedimento che si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. La misura è stata adottata in relazione all’ipotesi di detenzione illegale di arma da fuoco clandestina, contestazione sulla quale dovranno proseguire gli approfondimenti previsti dall’iter giudiziario.

Gli elementi raccolti fino a questo momento, così come la misura cautelare applicata, hanno carattere provvisorio. L’eventuale accertamento delle responsabilità dovrà avvenire nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto del contraddittorio tra le parti e delle garanzie riconosciute alla difesa.

Il controllo dei carabinieri nella pizzeria

L’intervento che ha dato origine all’indagine sarebbe avvenuto durante un controllo effettuato dai militari all’interno di un’attività di ristorazione situata a Mola. Nel corso degli accertamenti, il comportamento del titolare avrebbe attirato l’attenzione dei carabinieri, inducendoli ad approfondire la verifica.

Secondo quanto ricostruito, i militari avrebbero quindi chiesto all’uomo di consegnare eventuali oggetti detenuti illecitamente. A quel punto il 36enne avrebbe spontaneamente consegnato una pistola, la cui produzione non sarebbe stata definita nel corso dei primi accertamenti.

Le verifiche effettuate sull’arma avrebbero successivamente evidenziato un elemento ritenuto particolarmente rilevante dagli investigatori: la matricola presente sulla pistola non sarebbe risultata censita. Una circostanza che ha portato gli inquirenti a qualificare l’arma come clandestina nell’ambito dell’ipotesi accusatoria formulata nei confronti dell’uomo.

Nel caricatore una cartuccia calibro 7,65

Gli accertamenti non avrebbero riguardato esclusivamente le caratteristiche identificative della pistola. All’interno dell’arma sarebbe stato infatti inserito un caricatore contenente una cartuccia calibro 7,65. Il materiale è così entrato nella disponibilità dei militari per gli ulteriori approfondimenti investigativi.

Sulla base degli elementi acquisiti durante il controllo, i carabinieri hanno proceduto all’arresto del 36enne. La successiva convalida da parte del giudice ha determinato l’applicazione degli arresti domiciliari, misura che accompagnerà l’attuale fase del procedimento secondo quanto stabilito dall’autorità giudiziaria.

La vicenda resta dunque sottoposta agli approfondimenti investigativi e giudiziari. L’arresto e il provvedimento cautelare non equivalgono a una dichiarazione definitiva di colpevolezza: sarà compito dei giudici valutare gli elementi raccolti e stabilire, nelle sedi previste e nel pieno contraddittorio con la difesa, l’eventuale sussistenza delle responsabilità contestate.

Redazione

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