Olio, agricoltori in protesta: blocco sulla provinciale 231

Circa 300 olivicoltori manifestano allo svincolo Bitonto-Palombaio contro il calo delle quotazioni e l’aumento dei costi. Chiesti al Governo interventi straordinari per sostenere il comparto.

Circa 300 agricoltori hanno bloccato lo svincolo Bitonto-Palombaio della strada provinciale 231 per richiamare l’attenzione sulle difficoltà che stanno attraversando il settore olivicolo e quello oleario. Al centro della mobilitazione ci sono soprattutto la diminuzione del prezzo dell’olio e l’incremento dei costi di produzione.

La protesta è stata promossa dal ‘Comitato Rivolta Olivicoltori’, che sollecita un intervento del Governo per affrontare le criticità denunciate dagli operatori del comparto.

Chiesto il riconoscimento dello stato di crisi

Tra le principali richieste avanzate dal Comitato figura il riconoscimento dello stato di crisi del comparto olivicolo-oleario, accompagnato dalla predisposizione di un piano straordinario nazionale e dall’istituzione di un fondo specificamente destinato al settore.

Gli agricoltori chiedono inoltre una serie di misure finanziarie per alleggerire la pressione sulle aziende. Tra queste rientrano contributi sugli interessi dei finanziamenti, la sospensione per almeno dodici mesi delle rate relative ai mutui e al credito agrario e l’utilizzo delle garanzie Ismea per la rinegoziazione del debito.

Nel pacchetto di interventi richiesti trovano spazio anche esoneri contributivi e un premio straordinario per ettaro, oltre a provvedimenti destinati a contenere le spese sostenute dalle imprese per carburante, energia, irrigazione, raccolta e stoccaggio.

Stoccaggio e importazioni tra le richieste

Le proposte del Comitato riguardano anche la gestione e la commercializzazione dell’olio. Gli olivicoltori chiedono infatti l’attivazione dello stoccaggio privato, insieme a una revisione, in sede europea, dei contingenti previsti per le importazioni provenienti dai Paesi terzi.

Un altro punto riguarda la tracciabilità della filiera. La richiesta è quella di introdurre il Documento di trasporto elettronico, strumento indicato per seguire la movimentazione delle olive e dell’olio.

Il nodo del prezzo dell’olio

Il tema che alimenta maggiormente la protesta resta però il calo delle quotazioni denunciato dagli agricoltori. Secondo la ricostruzione fornita dal Comitato, nella fase iniziale della campagna 2025-2026 la produzione italiana si presentava limitata.

Nei mesi successivi, invece, la maggiore disponibilità di prodotto avrebbe contribuito alla discesa del prezzo, aggravando le difficoltà segnalate dagli operatori e spingendo gli olivicoltori a chiedere misure straordinarie a sostegno del settore.

A portare solidarietà alla causa del comparto agricolo dell’olivicoltura anche il noto influencer e agricoltore “Michele Monopoli”, che dal , dal suo profilo facebook riporta:

“Gli agricoltori scendono in piazza per difendere il proprio lavoro e il futuro della nostra terra. Tra caro gasolio, impennata delle materie prime e costi di produzione ormai insostenibili, chi coltiva il nostro cibo non riesce più ad arrivare a fine mese. Non si tratta solo di una protesta di settore, ma della tutela di un patrimonio che riguarda tutti noi: quello che portiamo ogni giorno sulle nostre tavole. È il momento di pretendere ascolto, dignità e risposte concrete. Noi stiamo con chi lavora la terra!“

Redazione

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